{"id":1873,"date":"2025-11-19T14:47:47","date_gmt":"2025-11-19T14:47:47","guid":{"rendered":"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/?p=1873"},"modified":"2025-12-16T18:12:25","modified_gmt":"2025-12-16T18:12:25","slug":"il-carcere-e-veramente-come-lo-pensiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/index.php\/2025\/11\/19\/il-carcere-e-veramente-come-lo-pensiamo\/","title":{"rendered":"Il carcere \u00e8 veramente come lo pensiamo?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando un crimine scuote la nostra comunit\u00e0, l&#8217;impulso popolare \u00e8 spesso riassunto in una frase lapidaria: &#8220;Bisogna chiuderli in cella e buttare via la chiave.&#8221; Ma \u00e8 davvero questa la soluzione? Questa visione punitiva, sebbene emotivamente comprensibile, \u00e8 in netto contrasto con il principio fondamentale su cui dovrebbe basarsi il sistema carcerario, come sancito dalla nostra Costituzione.<br>Il carcere, per sua natura, non pu\u00f2 riparare il danno causato alla vittima (chi toglie la vita a una persona non potr\u00e0 mai restituirla), ma il suo scopo essenziale \u00e8 uno solo: la rieducazione e il reinserimento sociale della persona condannata al carcere. L&#8217;obiettivo, infatti, \u00e8 trasformare il tempo della pena in un percorso costruttivo. Durante gli anni di reclusione, ad esempio, il cittadino che si trova in carcere dovrebbe essere impegnato in progetti scolatici e di istruzione, in corsi professionali<strong> (<\/strong>come cucina, artigianato, etc.) e lavorativi, in modo da uscire con nuovi strumenti e una mentalit\u00e0 diversa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"780\" height=\"470\" src=\"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/carecere-minorile-treviso-santa-bona-780x470-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2234\" style=\"width:840px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/carecere-minorile-treviso-santa-bona-780x470-2.jpg 780w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/carecere-minorile-treviso-santa-bona-780x470-2-300x181.jpg 300w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/carecere-minorile-treviso-santa-bona-780x470-2-768x463.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Ingresso Casa circondariale di Treviso<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;Italia e la distanza dall&#8217;ideale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo, la realt\u00e0 del sistema penitenziario italiano \u00e8 ancora molto lontana da questo ideale rieducativo. Le sfide sono del resto molteplici e complesse:<br>1. L&#8217;Ombra della Recidivit\u00e0 (Il Ritorno al Crimine)<br>Il dato \u00e8 allarmante: il tasso di recidivit\u00e0 in Italia si aggira intorno al 60%. Questo accade perch\u00e9, una volta scontata la pena, l&#8217;ex detenuto si ritrova con una fedina penale &#8220;sporca&#8221; che rappresenta un enorme ostacolo per la ricerca di un lavoro e per il pieno reinserimento nella societ\u00e0. Senza opportunit\u00e0, e con la sensazione di essere respinto, \u00e8 molto pi\u00f9 facile cadere nuovamente nella spirale del crimine o emarginarsi ancora di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>2. Il problema del sovraffollamento<br>Attualmente, le carceri italiane registrano un tasso di affollamento del 119%. Questo dato non \u00e8 solo una violazione della dignit\u00e0 umana, ma rende di fatto impossibile garantire un vero percorso di recupero. Con un numero di detenuti che supera di gran lunga la capienza delle carceri, e con un personale penitenziario (agenti, educatori, psicologi) insufficiente, \u00e8 irrealistico pretendere che ogni carcerato riceva l&#8217;attenzione e i programmi necessari per la sua rieducazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>3. La fragilit\u00e0 dei minori stranieri non accompagnati (MSNA)<br>Questa \u00e8 forse la questione pi\u00f9 delicata. Molti minorenni stranieri che emigrano dal loro Paese a causa di guerre o problemi sociali arrivano in Italia da soli, disorientati e spesso privi di qualsiasi supporto. Il blocco linguistico-culturale li isola, e la necessit\u00e0 di sopravvivenza li spinge talvolta a commettere piccoli crimini, come furti. Quando vengono fermati dalle autorit\u00e0, finiscono per scontare solo un breve periodo (una o due settimane) in un Istituto Penitenziario Minorile , per poi essere trasferiti in una comunit\u00e0. A causa di insufficienti fondi governativi, il percorso in queste strutture \u00e8 spesso <em>breve e incompleto<\/em>. Dopo circa un anno, questi ragazzi escono dalla comunit\u00e0 e si ritrovano esattamente al punto di partenza: soli, senza prospettive e ad alto rischio di ricommettere reati.<br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;esperienza diretta: voci dal carcere<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia partecipazione attiva e le mie visite all&#8217;Istituto Penale Minorile e alla Casa Circondariale di Treviso, mi hanno permesso di toccare con mano questa realt\u00e0. L\u00ec, ho potuto vedere il carcere nella sua forma pi\u00f9 concreta: le celle, i corridoi, ma soprattutto gli sguardi dei detenuti. Questo contatto diretto rende evidente che &#8220;buttare via la chiave&#8221; \u00e8 una semplificazione pericolosa. La chiave che dobbiamo trovare e non buttare via \u00e8 quella che apre le porte alla formazione, al lavoro<strong> <\/strong>e alla fiducia. Solo investendo in percorsi di rieducazione seri e strutturati, e garantendo un vero reinserimento, potremo sperare di abbassare quel 60% di recidivit\u00e0 e rendere la nostra societ\u00e0 pi\u00f9 sicura e giusta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1749534156193_carcere_minorile_Treviso-1024x576.avif\" alt=\"\" class=\"wp-image-2236\" srcset=\"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1749534156193_carcere_minorile_Treviso-1024x576.avif 1024w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1749534156193_carcere_minorile_Treviso-300x169.avif 300w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1749534156193_carcere_minorile_Treviso-768x432.avif 768w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1749534156193_carcere_minorile_Treviso-1536x864.avif 1536w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1749534156193_carcere_minorile_Treviso.avif 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Celle IPM di Treviso<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ma come potremmo risolvere questo problema? <\/strong> <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come possiamo dunque affrontare la complessa questione del sistema penitenziario? La soluzione, a nostro avviso, passa attraverso una visione riformatrice che sposti il focus dalla sola punizione al recupero effettivo del detenuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molto si potrebbe ottenere se fossero aumentati <strong> <\/strong>significativamente i fondi destinati alle carceri. Questo non solo permetterebbe la costruzione di nuove strutture<strong> <\/strong>pi\u00f9 grandi e a norma \u2013 un\u2019esigenza non pi\u00f9 rimandabile per affrontare il sovraffollamento \u2013 ma consentirebbe anche un cambiamento radicale nell&#8217;organizzazione interna. Una parte cruciale di questi fondi andrebbe poi investita nell&#8217;istituzione di percorsi educativi e professionali personalizzati<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;obiettivo \u00e8 chiaro: trasformare il tempo della detenzione in un&#8217;opportunit\u00e0 di crescita. Applicando seriamente questi miglioramenti, non solo si garantirebbe la funzione rieducativa della pena garantita dalla Costituzione, ma sarebbe assicurato anche il reale reinserimento nella societ\u00e0 civile degli ex-detenuti. Il risultato porterebbe a una notevole diminuzione della criminalit\u00e0 in generale, con molti ex-carcerati che diventerebbero lavoratori attivi e responsabili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"563\" src=\"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/cella-carcere-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2238\" srcset=\"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/cella-carcere-2.jpg 1000w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/cella-carcere-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/cella-carcere-2-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cella casa circondariale di Padova<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Oltre i muri &#8211; La mia esperienza <\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La convinzione che la rieducazione sia possibile non \u00e8 solo teorica, ma trova conferma in esperienze dirette sul campo. Oltre alle visite presso il carcere di Treviso, quest&#8217;estate ho avuto l&#8217;opportunit\u00e0 unica di trascorrere cinque giorni insieme a sei ragazzi messi in prova dall&#8217;Istituto Penale per Minorenni (IPM) di Nisida (Napoli).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stata un&#8217;esperienza intensa e profondamente educativa, sia per me che per loro. Ci siamo dovuti adattare a stili di vita e ritmi completamente diversi. \u00c8 stato proprio questo adattamento reciproco, per\u00f2, l&#8217;aspetto pi\u00f9 arricchente e significativo. Insieme ad altri amici, ho cercato di mostrare che esiste un&#8217;altra prospettiva di vita per tutti, anche per chi in passato aveva intrapreso sentieri &#8220;sbagliati&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;incontro con questi ragazzi ha confermato un dato fondamentale: la possibilit\u00e0 di cambiare non si esaurisce dietro le sbarre. Con i giusti strumenti, l&#8217;educazione e, soprattutto, l&#8217;opportunit\u00e0 di un futuro, il recupero \u00e8 una realt\u00e0 concreta, capace di trasformare vite e la societ\u00e0 intera.<strong>                                                                                                                                                        <\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"990\" height=\"400\" src=\"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/nisida.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2241\" srcset=\"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/nisida.jpg 990w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/nisida-300x121.jpg 300w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/nisida-768x310.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 990px) 100vw, 990px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">IPM di Nisida<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando un crimine scuote la nostra comunit\u00e0, l&#8217;impulso popolare \u00e8 spesso riassunto in una frase lapidaria: &#8220;Bisogna chiuderli in cella e buttare via la chiave.&#8221; Ma \u00e8 davvero questa la soluzione? 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