{"id":5175,"date":"2026-05-25T10:00:19","date_gmt":"2026-05-25T10:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/?p=5175"},"modified":"2026-05-24T19:43:31","modified_gmt":"2026-05-24T19:43:31","slug":"scuole-aperte-quando-lazione-diventa-inclusiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/index.php\/2026\/05\/25\/scuole-aperte-quando-lazione-diventa-inclusiva\/","title":{"rendered":"Scuole aperte. Quando l\u2019azione diventa inclusiva"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"940\" height=\"704\" src=\"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-18.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5176\" srcset=\"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-18.png 940w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-18-300x225.png 300w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-18-768x575.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 940px) 100vw, 940px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Inclusione!<\/strong> Una parola molto diffusa, spesso utilizzata in pedagogia come se, da sola, potesse conferire maggiore autorevolezza ad un percorso didattico. \u00c8 come se il solo pronunciarla fosse sufficiente a dare maggiore peso al ruolo che si ricopre, sia esso quello dell\u2019insegnante o dell\u2019amministratore del bene comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dinanzi a questa parola ci sentiamo spesso come eroi nell\u2019Odissea: protagonisti di grandi imprese educative, portatori di giustizia nei confronti delle persone pi\u00f9 fragili, pronti a nobilitare azioni che talvolta rischiano per\u00f2 di mascherare, pi\u00f9 che la compassione, una forma di piet\u00e0. La sentiamo nei dibattiti televisivi e sempre pi\u00f9 spesso nelle campagne elettorali; si sente nei comizi, nelle piazze. Eppure, proprio oggi, sembra una delle parole pi\u00f9 svuotate del suo significato, spesso ridotta a sinonimo di assistenzialismo o buonismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma l\u2019inclusione autentica \u00e8 spesso invisibile e, proprio per questo, pu\u00f2 apparire straordinaria, quasi come un miracolo agli occhi di chi la osserva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nel laboratorio di elettrotecnica dell\u2019Istituto Superiore \u201cEinaudi-Scarpa\u201d di Montebelluna, in occasione di un\u2019attivit\u00e0 di orientamento che ha visto un alunno di seconda superiore guidare un gruppo di studenti di scuola secondaria di primo grado. Tra cavi, interruttori e circuiti elettronici lo studente \u00e8 stato capace, con sicurezza e competenza, di guidare i ragazzi dentro il mondo dell\u2019elettronica e dell\u2019elettrotecnica. Un fatto che ritengo straordinario e che ci viene raccontato da <strong>S.B.<\/strong>, uno studente di 16 anni che frequenta la classe seconda di indirizzo manutentori, in questa intervista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Durante questa attivit\u00e0 laboratoriale hai vissuto un\u2019importante inversione di ruolo assumendo la funzione di insegnante per i giovani studenti. Come hai vissuto questo ruolo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All&#8217;inizio ho provato un po&#8217; di disagio. Gestire le dinamiche d&#8217;aula non \u00e8 semplice: c\u2019era un ragazzino, il pi\u00f9 basso, che si muoveva continuamente provocando una perdita della concentrazione. Nonostante questa iniziale difficolt\u00e0, sono riuscito a canalizzare l&#8217;attenzione e a guidare l&#8217;attivit\u00e0. In quel momento ho percepito chiaramente di non essere l\u00ec in veste di alunno, ma di agire, a tutti gli effetti, come un insegnante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019elettronica e l\u2019elettrotecnica richiedono certe conoscenze a priori, nel senso che si suppone che certi termini come fase, neutro, corrente, tensione ecc. siano stati trattati da un docente teorico. Come hai superato questa difficolt\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho evitato lunghe spiegazioni teoriche, puntando su concetti che richiamano la vita quotidiana. Ad esempio, ho spiegato la corrente elettrica attraverso l&#8217;analogia di un impianto idrico: ho chiesto loro di immaginare delle piccole particelle \u2013 gli elettroni \u2013 che si muovono all&#8217;interno del circuito proprio come l\u2019acqua dentro un tubo, e la tensione come la pressione all&#8217;interno del tubo stesso, senza la quale l&#8217;acqua rimarrebbe immobile. Quando emergevano delle difficolt\u00e0, ho fornito chiarimenti ulteriori finch\u00e9 non vedevo che l&#8217;attenzione dei ragazzi si traduceva in comprensione effettiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come ritieni che abbiano reagito gli studenti alle tue spiegazioni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La loro partecipazione \u00e8 stata positiva e coinvolta. Anche se l&#8217;andamento di questo secondo Open Day \u00e8 stato pi\u00f9 complesso del precedente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo stupore manifestato dagli studenti alla vista dell&#8217;accensione della lampada o all\u2019utilizzo di un radiocomando costruito da te, che sensazione ti ha dato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vedere l&#8217;interesse dei ragazzi per i radiocomandi e per l&#8217;impianto a deviazione \u00e8 stato molto gratificante. \u00c8 stato un riscontro positivo, anche se gestire una situazione cos\u00ec partecipata e l&#8217;intervista stessa mi fanno avvertire un po&#8217; di pressione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che cosa ritieni di aver trasmesso ai giovani studenti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sinceramente non lo so, \u00e8 una domanda che bisognerebbe porre a loro, non a me. Spero di aver trasmesso un po&#8217; di sicurezza e, ovviamente, le competenze pratiche necessarie per comprendere la bellezza di queste materie scientifiche. Penso che queste attivit\u00e0 di Open Day siano fondamentali per i ragazzi delle medie: permettono loro di fare una scelta consapevole per il futuro, perch\u00e9 non si limitano a vedere cosa si fa, ma lo fanno direttamente attraverso l\u2019utilizzo di un cacciavite, un multimetro, il taglio di un cavo elettrico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"940\" height=\"704\" src=\"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-19.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5177\" srcset=\"https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-19.png 940w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-19-300x225.png 300w, https:\/\/live.iiseinaudiscarpa.edu.it\/yes-site\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-19-768x575.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 940px) 100vw, 940px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a><strong>L&#8217;inclusione come azione<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalle risposte raccolte emerge come l\u2019esperienza vissuta nel laboratorio non sia stata una semplice attivit\u00e0 di orientamento, n\u00e9 un\u2019applicazione tecnica fine a se stessa. Essa si \u00e8 rivelata realmente inclusiva nel momento in cui l\u2019alunno, assumendo con responsabilit\u00e0 il ruolo di mediatore, ha trasformato le proprie competenze in un\u2019esperienza condivisa con gli studenti pi\u00f9 giovani. In questo passaggio \u2013 dal fare al far comprendere \u2013 la conoscenza non \u00e8 rimasta qualcosa da trasmettere in modo astratto, ma si \u00e8 fatta relazione educativa, incontro concreto, partecipazione. I ragazzi non si sono semplicemente limitati ad osservare: hanno sperimentato, posto domande, costruito una realt\u00e0 in modo attivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio qui che la parola inclusione si trasforma in esperienza reale. In questa prospettiva acquista significato anche il pensiero del filosofo Maurice Blondel, secondo il quale l\u2019Action&nbsp; non \u00e8 un semplice fare, ma il momento in cui l\u2019essere umano realizza se stesso e la relazione con l\u2019altro. L\u2019esperienza laboratoriale mostra allora come la scuola possa diventare uno spazio in cui la conoscenza si intreccia con la crescita umana. E forse \u00e8 proprio in momenti come questi \u2013 tra un circuito elettrico, una lampada che si accende e uno studente che guida altri studenti \u2013 che l\u2019inclusione rivela il suo significato pi\u00f9 autentico: non una parola da pronunciare, ma un\u2019azione da vivere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inclusione! Una parola molto diffusa, spesso utilizzata in pedagogia come se, da sola, potesse conferire maggiore autorevolezza ad un percorso didattico. \u00c8 come se il solo pronunciarla fosse sufficiente a dare maggiore peso al ruolo che si ricopre, sia esso quello dell\u2019insegnante o dell\u2019amministratore del bene comune. 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