Correva l’anno 2020 quando dal massimo campionato cestistico italiano, a seguito di una profonda crisi finanziaria, la storica società Virtus Roma fu costretta al ritiro, lasciando la capitale senza una squadra di basket. Tutto questo fino a giugno 2026, quando a Roma nacqcuero non una ma ben due nuove squadre: la Maxima Roma e la BC Roma SPQR, che da questa stagione militano in LBA.
Maxima Roma

Dopo aver acquisito i diritti sportivi della Pallacanestro Brescia, Paul Matiasic, imprenditore e investitore italo-americano già protagonista nel basket italiano con la Pallacanestro Trieste, ha infatti deciso di non proseguire il progetto a Brescia e di trasferire il titolo sportivo nella capitale. E’ nata così la Maxima Roma, società che dalla stagione 2026-27 partecipa alla LBA e anche all’EuroCup.
La scelta ha provocato inevitabilmente grandi discussioni a Brescia e non solo. La Germani aveva costruito negli anni una realtà competitiva e ambiziosa, arrivando ai vertici del basket italiano. Il presidente Mauro Ferrari ha spiegato la decisione sostenendo che mantenere il progetto ai livelli precedenti richiedeva investimenti enormi, quantificati in circa 11-12 milioni di euro all’anno, una cifra che una singola famiglia non era più disposta a sostenere. La cessione del titolo a Matiasic chiude quindi un ciclo, lasciando Brescia senza una squadra in Serie A ma con la volontà dichiarata di continuare a sostenere il basket giovanile e di ripartire dalle categorie inferiori.

Le partite casalinghe vengono disputate al PalaEur, uno degli impianti simbolo dello sport romano, e la società non nasconde ambizioni importanti: oltre alla Serie A e all’EuroCup, Matiasic guarda già alla futura NBA Europe, competizione prevista a partire dalla stagione 2027-28.
Ma il vero elemento capace di attirare l’attenzione dell’intera città è Francesco Totti. L’ex capitano della Roma è entrato ufficialmente nel progetto nel settembre 2026 come Advisor della proprietà, con deleghe allo sviluppo della fan base e alle attività di Corporate Social Responsibility. La scelta ha anche un evidente valore simbolico. Totti rappresenta probabilmente la figura sportiva romana più riconoscibile dell’epoca moderna e Matiasic vuole utilizzarne il legame con la città per trasformare la Maxima da semplice nuova squadra a realtà riconosciuta dai romani. Lo stesso Totti ha spiegato di essere stato convinto dal progetto dopo un primo incontro di appena dieci minuti con Matiasic.
Basketball Club Roma SPQR

Il progetto nace da Donnie Nelson, storico dirigente NBA e per anni general manager dei Dallas Mavericks, e a un gruppo di investitori di cui fa parte anche Luka Dončić. La nuova proprietà ha rilevato il club Vanoli Cremona e ha trasferitp il progetto nella capitale, dando vita alla Basketball Club Roma, conosciuta nel progetto iniziale con il nome di Basketball Club Roma SPQR.
L’operazione porta quindi a Roma un’impronta fortemente internazionale. Donnie Nelson mette a disposizione l’esperienza maturata per decenni nella NBA, mentre Dončić diventa il volto più famoso dell’intero progetto. Lo sloveno, oggi superstar NBA, non è soltanto una figura utilizzata per la promozione della squadra: è effettivamente parte della proprietà.
Il 25 giugno 2026 Dončić è arrivato a Roma per presentare il progetto e annunciare personalmente il primo grande acquisto della nuova società: Nico Mannion. Il playmaker italiano, reduce da una stagione con l’Olimpia Milano culminata con la vittoria di tre trofei, è diventato quindi la prima firma della nuova squadra capitolina.

Il progetto è ambizioso fin dall’inizio. La BC Roma oltre alla LBA, partecipa anche all’EuroCup e guarda già alla possibilità di entrare nella futura NBA Europe. Dončić ha dichiarato di voler costruire una squadra della quale Roma possa essere orgogliosa, mentre la società ha iniziato a circondarsi di figure di enorme esperienza internazionale. Tra queste c’è anche Sergio Scariolo, coinvolto come consulente. La squadra affronterà le partite in casa al PalaTiziano, che ospita già gli incontri di pallavolo maschile e femminile romano.
Due squadre, una sola città

Per sei anni la capitale è rimasta senza una squadra nel massimo campionato di pallacanestro italiano. Nel 2026 invece, nel giro di un mese sono arrivate due nuove squadre nello stesso campionato, con investitori che hanno disponibilità economiche importanti e che vogliono conquistare il pubblico romano.
Il pericolo è quello di aver creato una rivalità più costruita a tavolino che radicata nella storia. Inoltre, molti sostengono che due squadre a Roma siano troppe per la pallacanestro, un ambiente che nella capitale non ha mai vissuto un dualismo acceso come quello calcistico tra Roma e Lazio.
I nomi stessi delle squadre rappresentano in parte il problema: Maxima Roma vuole richiamare la grandezza dell’antica capitale, mentre Roma SPQR usa direttamente uno dei simboli più riconoscibili della romanità. Sono scelte enfatiche e un po’ stereotipate (il Colosseo, la grandezza imperiale…): si tratta di una strategia di marketing comprensibile, ma che rischia di creare un’identità artificiale se non accompagnata da una vera cultura cestistica sul territorio.
Lo stesso vale per l’attrazione del pubblico: la presenza di Totti da una parte e di Dončić dall’altra garantisce un’immediata ed enorme visibilità, ma a lungo termine potrebbe rivelarsi un limite. Tutto sembra infatti improntato a una grande spettacolarizzazione in stile americano, dove l’evento e l’immagine rischiano di prevalere sulla sostanza sportiva. Se le due società non sapranno mettere radici profonde nel tessuto cittadino, il progetto rimarrà soltanto un’operazione di marketing. Al contrario, se questa concorrenza saprà trasformarsi in sano entusiasmo, potrebbe davvero sbocciare una nuova ed esaltante epoca per il basket romano.
