
Vi è mai capitato di parlare di un determinato argomento e, appena acceso il telefono, ritrovarvi davanti notizie o pubblicità proprio su quel tema?
A quel punto può sorgere il dubbio che il dispositivo stia ascoltando le vostre conversazioni. In realtà la spiegazione è diversa ed è meno inquietante di quanto sembri.
Come fanno
È vero che l’informativa sulla privacy è spesso lunga e complessa, ma è lì che, accettando i cookie o le condizioni d’uso, diamo il permesso al trattamento dei nostri dati. Spesso ci limitiamo a cliccare “Accetta” senza aprire nemmeno una delle pagine indicate.
Accettando queste condizioni, però, autorizziamo il trattamento dei nostri dati. La nostra attività sul sito, le preferenze di navigazione e talvolta le informazioni inserite nei moduli vengono raccolte e utilizzate per fini commerciali, come la profilazione pubblicitaria. Aziende specializzate, note come data broker, incrociano i dati provenienti da diversi siti e app per creare un profilo dettagliato delle nostre abitudini.
Un caso particolare riguarda gli assistenti vocali, come Siri o Alexa. Funzionano attraverso il riconoscimento del comando di attivazione (“Hey Siri”, “Alexa”), ma diverse analisi indipendenti hanno mostrato che piccoli frammenti di audio possono essere inviati ai server anche quando si verificano attivazioni non intenzionali. Questo non significa che registrino costantemente, ma che l’attivazione vocale può non essere sempre perfetta.
Navigando online, inoltre, i dispositivi possono essere esposti a malware come gli spyware. Si tratta di programmi malevoli progettati per raccogliere informazioni — ad esempio cronologia di navigazione, dati personali o registrazioni — e trasmetterle a terzi senza il consenso dell’utente.
Come proteggersi

Per fortuna esistono diversi modi per prevenire o bloccare questi processi. Gli antivirus, sia gratuiti sia a pagamento, nella maggior parte dei casi riescono a individuare file sospetti, eliminarli o impedirne il download, riducendo così il rischio di infezioni da malware.
Per quanto riguarda le registrazioni audio, è possibile intervenire direttamente dalle impostazioni del dispositivo. Il primo passo consiste nel controllare quali applicazioni hanno accesso al microfono e alla fotocamera, revocando le autorizzazioni non necessarie.
Inoltre, è possibile gestire le impostazioni legate ai servizi Google. Basta aprire l’app Google sullo smartphone, accedere al proprio account e toccare l’immagine del profilo in alto a destra. Da qui si entra nell’“Account Google”, poi nella sezione “Dati e privacy”, quindi in “Attività Web e App”. In questa area è possibile disattivare l’opzione “Includi attività vocale e audio”, così da impedire che vengano salvati comandi vocali o registrazioni involontarie. Infine, si può interrompere completamente il salvataggio delle attività selezionando “Interrompi salvataggio dell’attività”.
