Completiamo la rubrica delle interviste agli studenti maturandi con le risposte di Elia Bolzonello, dell’indirizzo GRA (Grafica). Attraverso quattro domande, Elia ci ha raccontato gioie e dolori del suo percorso scolastico e i suoi sogni per il “dopo”.

Com’è stata la tua esperienza all’Einaudi-Scarpa?

Non lo nasconderò, i primi due anni sono stati sicuramente impegnativi per me: essere in un ambiente totalmente nuovo, con persone che non conoscevo e con mille materie in più da studiare è stata una sfida. Superati questi però è stato tutto leggermente in “discesa” e ho iniziato a vedere la scuola quasi come una seconda casa. Sia chiaro, l’impegno è sempre rimasto, ma studiare quello che effettivamente mi piaceva e avrei fatto una volta uscito è stato sicuramente d’aiuto. In più ho iniziato a fare le prime esperienze all’estero, che per me sono state letteralmente una svolta. Prima a Vienna, poi in Irlanda e infine quest’anno in Germania, mi hanno fatto scoprire e aprire a paesi e culture straniere. Inoltre mi hanno fatto conoscere tantissime persone nuove, che hanno contribuito molto a formare la persona che sono ora. Infine ho avuto la possibilità di partecipare a progetti extrascolastici fantastici, come “BeautyStorytellers” di CombinAzioni, con cui ho fatto esperienze uniche con ragazzi della mia età che condividevano la passione del cinema con me. Queste mi hanno aiutato ad espandermi e ad aprirmi di più con le persone, oltre che a farmi capire meglio cosa vorrei fare dopo il diploma.


Qual è il ricordo più significativo che porterai con te di questi cinque anni?


Sicuramente le esperienze all’estero sono state le più significative, in particolare quella in Irlanda a cui ho partecipato l’anno scorso. Forse perché è stata la più lunga, o magari perché ho avuto l’occasione di vivere in una famiglia per me speciale. Sta di fatto che mi sono ritrovato ad amare l’Irlanda (cosa del tutto inaspettata). Essendo rimasti lì per un periodo abbastanza prolungato
abbiamo avuto la fortuna di poterla visitare quasi tutta e i suoi paesaggi immensi mi hanno lasciato senza fiato. Credo che un’esperienza del genere sia quasi irripetibile, per questo mi lascerà per sempre un ricordo indelebile.

Consiglieresti il tuo indirizzo agli studenti del biennio? Perché? A chi si addice di più?

Sì, lo consiglierei a tutti, in particolare alle persone che hanno tanta creatività e voglia di mettere in gioco sé stessi e la propria persona. All’inizio pensavo che non saper disegnare sarebbe stato un problema per me. In realtà ho scoperto che questo serve a ben poco nel mio indirizzo, se non per trasferire le idee dalla testa ad un foglio. La cosa chiave per questo settore è invece
l’immaginazione e l’originalità. Inoltre ho sentito dire tante volte che in molti scelgono grafica solo perché all’apparenza può sembrare un indirizzo più semplice degli alti. Io non credo assolutamente che sia così: se ci si accontenta della sufficienza e l’obbiettivo è quello di raggiungere una conoscenza superficiale della grafica allora può risultare anche un minimo “facile”. Ma se ci si vuole impegnare veramente e si mira ad approfondire bene le conoscenze e i progetti da realizzare, risulterà tutt’altro che facile e “leggero”.

Che progetti hai per la tua vita dopo la maturità?

Il mio obiettivo è intraprendere un percorso universitario che mi permetta di avere una laurea triennale e, in futuro magari di andare avanti con una laurea magistrale. Mi piacerebbe continuare nel mondo della grafica e della fotografia – che sono quelli in cui ho studiato anche in questi anni e quelli che mi interessano di più alla fine – orientandomi verso una specializzazione nel settore video, in particolare in ambito pubblicitario. L’esperienza con CombinAzioni è stata determinante nel chiarire il mio percorso, aiutandomi a prendere una decisione consapevole e in linea con i miei interessi e le mie passioni personali.

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