
Nella notte del 15 dicembre, il rookie dei Dallas Mavericks Cooper Flagg ha lasciato a bocca aperta l’intera lega. Nonostante la sconfitta per 133-140 ai supplementari contro gli Utah Jazz, Flagg ha messo a referto una prestazione incredibile: 42 punti, 7 rimbalzi e 6 assist. Con questa prova, Flagg è diventato il primo giocatore di sempre a segnare almeno 40 punti prima di compiere 19 anni, superando il precedente primato di 37 punti stabilito da un giovanissimo LeBron James nel 2003.
Scelto con la prima chiamata assoluta al Draft 2025 – una decisione figlia del discusso scambio che ha portato Anthony Davis a Dallas e Luka Dončić ai Lakers – Flagg aveva iniziato la stagione tra luci e ombre. Dopo un debutto solido ma non esplosivo da 10 punti e 10 rimbalzi, le sue medie erano rimaste sottotono, favorendo l’ascesa di V.J. Edgecombe (Philadelphia 76ers) nella corsa al premio di Rookie of the Year.

La svolta per il talento ex Duke è arrivata grazie a un cambio tattico di Jason Kidd. Inizialmente impiegato come guardia per sopperire alle assenze, Flagg è fiorito non appena è tornato nel suo ruolo naturale di ala piccola. Nelle ultime settimane la sua crescita è stata verticale, con una serie di prestazioni sopra i venti punti che lo hanno riportato prepotentemente in cima alle gerarchie dei debuttanti.

Nonostante l’ottima intesa mostrata con Anthony Davis, l’assenza del lungo (fuori per un problema al polpaccio) ha pesato nel finale contro i Jazz. Utah, infatti, ha trovato risposte pesanti in Keyonte George (37 punti) e in un chirurgico Lauri Markkanen da 33 punti, che ha gelato Dallas nell’overtime. I Mavericks, attualmente dodicesimi a Ovest, attendono ora con ansia il rientro di Kyrie Irving, ancora fermo dopo l’operazione al crociato, ma proiettato al debutto stagionale tra gennaio e febbraio 2026.
