La stagione 2025/2026 della Lega Basket Italiana (LBA) si è ufficialmente conclusa e, tra le 16 squadre partecipanti (diventate 15 dopo l’uscita di Trapani decisa dalle autorità sportive competenti). Ora per la Nutribullet Treviso è tempo di bilanci. Il tabellino finale recita 10 vittorie e 18 sconfitte. Se a prima vista questo bilancio sembra ricalcare fedelmente le difficoltà delle ultime stagioni, l’andamento di quest’anno nasconde in realtà due volti completamente diversi, trasformando un’annata nata male in una storia di forte reazione.

La prima metà del campionato è stata a dir poco disastrosa, caratterizzata da un girone d’andata con sole 3 vittorie, una situazione che aveva fatto temere il peggio. In questa fase iniziale sono emersi chiaramente tutti i limiti strutturali della squadra, le cui cause principali si trovano in una profonda instabilità del roster, in alcune scelte di mercato rivelatesi poco efficaci e in una preoccupante fragilità difensiva.

Le cause di un rendimento deludente

Il primo grande limite della Nutribullet Treviso è stato senza dubbio la mancanza di continuità nei singoli elementi. Ogni estate la squadra viene quasi completamente rivoluzionata, con numerosi nuovi innesti chiamati a integrarsi in tempi molto rapidi. Questa instabilità impedisce la costruzione di una vera identità di squadra e rende difficile lo sviluppo di meccanismi di gioco solidi, fondamentali per competere ad alti livelli in Serie A.

Un altro fattore determinante riguarda le scelte di mercato. Nonostante l’impegno della società nel cercare nuovi talenti, molti dei giocatori arrivati nelle ultime stagioni non si sono rivelati all’altezza delle aspettative. Spesso si è trattato di scommesse o di profili poco adatti al campionato italiano, con il risultato di aver creato una squadra priva di veri punti di riferimento nei momenti decisivi delle partite.

A tutto questo si aggiunge un evidente problema sul piano difensivo. La Nutribullet ha concesso troppi punti agli avversari, mostrando fragilità soprattutto contro squadre più organizzate e fisicamente strutturate. Questa debolezza ha spesso compromesso l’andamento delle gare, costringendo Treviso a inseguire nel punteggio e rendendo complicata la gestione dei finali punto a punto.


Le sfide della prossima stagione

Guardando al futuro, la Nutribullet Treviso sarà chiamata a cambiare approccio. La priorità dovrà essere la continuità, evitando l’ennesima rivoluzione estiva e puntando su un gruppo stabile, capace di crescere insieme nel tempo.

Sarà altrettanto fondamentale intervenire sul mercato con scelte più mirate, privilegiando giocatori già pronti per la Serie A e in grado di garantire affidabilità nei momenti chiave. Sul piano tattico e difensivo servirà un deciso salto di qualità, costruendo un sistema di gioco più solido e organizzato.

Per tornare realmente competitiva, Treviso dovrà muoversi con maggiore lucidità, puntando su certezze più che su scommesse. L’inserimento di un playmaker affidabile, capace di gestire i ritmi e assumersi responsabilità, affiancato da un lungo dominante in grado di garantire presenza difensiva sotto canestro, potrebbe rappresentare la base su cui ricostruire. Accanto a loro, serviranno giocatori di sistema, meno appariscenti ma continui, in grado di dare equilibrio al gruppo.

I vertici del club si stanno già muovendo in questa direzione, cercando le giuste conferme tra i protagonisti del finale di stagione ed evitando l’ennesima rivoluzione estiva. Con la certezza Cappelletti in cabina di regia, il mercato dovrà concentrarsi su altri innesti mirati per migliorare la squadra.

Solo attraverso questa progettualità chiara, che valorizzi l’ottimo cammino degli ultimi mesi di campionato (7 vittorie in 10 partite disputate, fra cui due sconfitte di pochi punti,) la Nutribullet Treviso potrà ambire a una posizione decisamente più tranquilla in classifica.

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