Entrambi nati nel 1943, Lucio Dalla e Lucio Battisti sono due importanti cantautori italiani nel periodo ’60-’90 nonostante gli stili differenti: Dalla eccentrico e aperto a influenze jazz/pop viene considerato quasi l’opposto di Battisti, legato al blues/rock e conosciuto per la sua riservatezza che ritroviamo nella completa chiusura verso il pubblico.
Dalla propose anche di fare un tour intitolato “I due Lucio”, nei primi anni settanta, ma Battisti rifiutò preferendo la solitudine.
In questo articolo approfondiremo le vite e i capolavori dei due musicisti, esprimendo al meglio le qualità che entrambi avevano e non hanno potuto mostrare fino in fondo.

Lucio Battisti

Lucio Battisti è l’artista che più di ogni altro ha cantato i sentimenti degli italiani, accomunando ognuno di noi ad eventi che restano impressi nella memoria e persone che non si possono dimenticare.

Battisti è nato a Poggio Bustone, un paese di collina in provincia di Rieti, il 5 Marzo 1943.Nella sua prima casa, oggi una scala appositamente costruita permette di osservare da vicino il balcone dove il giovane artista suonava la chitarra, oltre alla possibilità di visitare il museo a sua dedica in via Roma 26, Bustone.
Battisti viene descritto come un bambino tranquillo, chiuso e con l’iniziale sogno di diventare prete, serviva la messa infatti da quando compì quattro anni fino ai 13, fino a che non ascoltò due ragazzi del suo palazzo suonare la chitarra.
Il padre dopo un tentativo invano di far fare il militare a Lucio, gli concedette due anni di tempo per dimostrare di poter guadagnare facendo il chitarrista.


Nel 1962, quindi, inizia il suo percorso musicale unendosi a diverse band con cui guadagna i suoi primi soldi, realizza però che suonare in gruppo non gli piace ed inizia la sua carriera solista.
Fino al 1969 lavora affiancato da Mogol e Roberto Matano, presentando “Un’Avventura” al Festival di Sanremo, con la quale non raggiunge la finale ma arriva nono alla seconda presentazione, da qui in poi il suo successo continuerà a crescere lentamente, scrive “Il mio canto libero”, che diventerà l’inno alla libertà e dominerà le classifiche nel 1973.

L’anno 1975, tuttavia, è l’anno in cui cominciano numerose critiche alla musica di Battisti per il suo silenzio dopo “Anima Latina”: la mancanza di nuovi contenuti porta i nostalgici a versare lacrime per il Battisti dei tempi andati.

Silenzio rotto dall’album “Ancora Tu” che lo riporta in gara, cantando di due ex innamorati che si riscoprono.


Il 24 settembre del 1976 Grazia Letizia Veronese e Lucio Battisti si sposano. Tv sorrisi e canzoni pubblica il riassunto delle nozze. In soli quindici minuti si svolge il tutto: davanti all’assessore e due testimoni Battisti e consorte non si scambiano nemmeno le fedi, seguendo il rito civile.
Nell’autunno del 1996 molti si aspettavano l’uscita di un nuovo disco, che però non ebbe luogo. Da quel momento cominciarono a circolare voci sull’esistenza di un nuovo album, che non sarebbe stato mai pubblicato a causa delle difficoltà da parte di Battisti nel trovare un accordo con le case discografiche, che non avrebbero accettato le sue richieste, troppo alte in rapporto al calo delle vendite degli ultimi dischi.
Tra il 29 e il 30 agosto 1998 si diffuse la notizia del ricovero di un Battisti in condizioni cliniche molto critiche in un ospedale milanese, dove avrebbe affrontato un intervento chirurgico d’urgenza: morì infatti il 9 Settembre a 55 anni per cancro al fegato.

Lucio Dalla

Nato a Bologna il 4 marzo 1943, Lucio affronta giovanissimo la perdita del padre, un evento che lo segna profondamente. La musica diventa da subito il suo rifugio, partendo dalle recite alle elementari fino all’innamoramento totale per il jazz a diciassette anni. È in questo ambiente che Dalla emerge come uno dei massimi esponenti italiani, prima come clarinettista e poi con i Flippers, gruppo con cui sperimenta lo scat (tecnica vocale improvvisata tipica del jazz, in cui il cantante utilizza fonemi e sillabe senza senso per imitare strumenti musicali) e collabora con Edoardo Vianello.

Lucio Dalla e gli Idoli

Dopo gli inizi difficili e i fischi e lanci di ortaggi al Cantagiro (festival musicale fino ad allora abituato alla musica classica, che non apprezzò i brani che Dalla propose tra il 1964 e 1965), il 1971 è l’anno della riscossa: “4/3/1943” arriva terza a Sanremo, seguita dal successo di “Storie di casa mia”. Nel 1972 torna al Festival con “Piazza Grande”, pezzo dedicato ai senzatetto che, pur arrivando solo ottavo, diventerà una delle pietre miliari della sua carriera.

Il 1979 è però l’anno di una rivoluzione live senza precedenti: Banana Republic. Insieme a Francesco De Gregori, Dalla porta la musica d’autore negli stadi, abbattendo il muro tra la canzone “impegnata” e il grande pubblico. Il tour, documentato da un album e un film, vede i due artisti scambiarsi i brani e reinventarli con arrangiamenti rock e fiati jazz. Nello stesso periodo escono i capolavori “Lucio Dalla” e “Dalla”, con perle come “L’anno che verrà”, “Cara” e “Futura”, quest’ultima scritta di getto su una panchina del Checkpoint Charlie a Berlino, quando notò Phil Collins che era seduto proprio nella panchina affianco.

Gli anni ’80 consacrano Dalla a livello mondiale. Nel 1986, soggiornando a Sorrento nella stanza che fu di Enrico Caruso, compone “Caruso”: un brano che fonde lirica e pop, destinato a vendere milioni di copie. Negli anni ’90 continua a dominare le classifiche con l’album Cambio e la celebre “Attenti al lupo”, dimostrando una capacità rara di intercettare il gusto popolare senza mai perdere l’ironia, e “Ayrton”, brano portato a Sanremo per ricordare il pilota appena scomparso.

Nel nuovo millennio Dalla non smette di sperimentare: pubblica album come “Luna Matana” (2001), influenzato dalle atmosfere delle sue amate Isole Tremiti, e “Il contrario di me” (2007). Si dedica anche alla regia con l’opera “Tosca – Amore disperato” e nel 2010 ritrova De Gregori per lo storico tour “Work in Progress”. La sua ultima produzione discografica, “Questo è amore” (2011), raccoglie brani meno noti e duetti, confermando la sua voglia di riscoprirsi.

Dalla e De Gregori nel tour Work In Progress

Il 1° marzo 2012, Lucio si spegne improvvisamente a Montreux, in Svizzera, per un attacco cardiaco subito dopo la colazione in hotel. La notizia colpisce l’Italia intera a soli tre giorni dal suo sessantaquattresimo compleanno. Bologna lo ha salutato con un funerale immenso in quella Piazza Grande che aveva reso immortale, chiudendo il cerchio di una vita vissuta sempre fuori dagli schemi.

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