Il Parlamento Europeo è l’unico organo dell’Unione eletto direttamente dai cittadini e, proprio per questo, è l’istituzione che detiene il potere di fare le leggi
Composizione
Attualmente il Parlamento è composto da 720 seggi, oltre alla Presidenza. Come ogni assemblea democratica, è organizzato in gruppi politici (al momento otto, più i membri indipendenti), formati in base alle affinità politiche e non alla nazionalità. Sebbene i partiti nazionali siano solitamente affiliati a un gruppo europeo, ogni singolo eurodeputato può scegliere autonomamente dove sedere.
A guidare l’aula è il Presidente, che supervisiona i dibattiti e rappresenta l’istituzione a livello internazionale; la sua firma è indispensabile per la validità di quasi tutti gli atti legislativi. Questa carica è ricoperta oggi dalla maltese Roberta Metsola. Mentre il Parlamento resta in carica per 5 anni, il mandato del Presidente dura la metà (due anni e mezzo), permettendo un rinnovo a metà legislatura..

Lista dei gruppi parlamentari, e i partiti italiani a loro generalmente affiliati, andando da sinistra a destra:
Sinistra (Socialismo democratico) -> Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana.
Socialisti e Democratici (Socialdemocrazia, progressismo) -> Partito Democratico
Verdi/Alleanza Libera Europea (Ambientalismo, regionalismo) -> Europa Verde
Renew Europe (Liberalismo) ->Azione, Italia Viva
Partito Popolare Europeo (Conservatorismo liberale) -> Forza Italia
Conservatori e Riformisti (Conservatorismo) -> Fratelli d’Italia
Patrioti (Conservatorismo, forte euroscetticismo) -> Lega
Europa delle Nazioni Sovrane (Nazionalismo) -> Futuro Nazionale
Funzioni
Il PE (Parlamento Europeo) svolge la funzione legislativa, approvando o respingendo le leggi proposte dalla Commissione Europea in un processo chiamato Procedura Legislativa Ordinaria. Questa procedura, svolta in codecisione con il Consiglio dell’Unione Europea (l’organo che riunisce i ministri dei Paesi membri e che non va confuso con il Consiglio Europeo dei capi di Stato), consiste nell’esaminare le proposte di legge che partono dalla Commissione per poi approvarle, respingerle o modificarle.
Ciò avviene in più fasi, perché eventuali modifiche devono essere accettate da entrambi gli organi. Il Parlamento svolge anche una funzione importante nell’ambito della politica estera; infatti vota risoluzioni che indirizzano le azioni dell’Unione nel mondo, e il Presidente svolge anche un ruolo diplomatico.
L’aula esercita inoltre un fondamentale ruolo di controllo sulla Commissione Europea (il braccio esecutivo dell’UE): ne elegge il Presidente — attualmente Ursula von der Leyen — e ha il potere di approvare o sfiduciare l’intera squadra di commissari.
Le riunioni del Parlamento durano quattro giorni e si svolgono una volta al mese a Strasburgo, la sua sede principale, mentre altre sessioni aggiuntive di due giorni si tengono a Bruxelles. Ogni parlamentare può intervenire parlando in turni di circa un minuto ciascuno, esponendo le proprie posizioni sul tema della discussione giornaliera.

Elezione
Il Parlamento Europeo rappresenta l’unico caso al mondo di assemblea transnazionale eletta a suffragio universale, un esperimento democratico che si rinnova ogni cinque anni. Le elezioni si svolgono simultaneamente in tutti i Paesi membri, ma seguono un modello ibrido: sebbene l’Unione imponga il sistema proporzionale per garantire che ogni voto pesi realmente sulla composizione dell’aula, ogni Stato mantiene una certa autonomia sulle modalità pratiche. Ad esempio, mentre in Italia la soglia di sbarramento è fissata al 4% e si vota a 18 anni, in nazioni come l’Austria, il Belgio o la Germania il diritto di voto è stato esteso ai sedicenni, riflettendo una volontà di coinvolgere i giovanissimi nelle decisioni che modelleranno il loro futuro.
Un aspetto fondamentale che regola la distribuzione dei 720 seggi è il principio della proporzionalità degressiva. Questo meccanismo assicura che, pur avendo gli Stati più popolosi come la Germania o la Francia un numero maggiore di deputati, i Paesi più piccoli non restino inascoltati, garantendo loro una rappresentanza minima proporzionalmente più alta. Una volta eletti, i parlamentari non si aggregano per bandiera nazionale ma per affinità politica, unendosi in gruppi europei che riflettono le grandi famiglie ideologiche del continente. Questo sistema trasforma le elezioni in un momento di confronto sovranazionale, dove i cittadini non scelgono solo i propri rappresentanti locali, ma contribuiscono direttamente a definire la maggioranza politica che guiderà le scelte dell’Europa su temi cruciali come l’ambiente, l’economia e i diritti civili.
Diritti umani
Il Parlamento Europeo, e più in generale l’intera Unione, si affermano come difensori dei diritti umani, sia internamente che esternamente. La libertà di parola e i diritti fondamentali sono infatti tra i criteri di Copenaghen (i requisiti necessari per l’ammissione nell’UE) e rappresentano uno dei motivi per cui il processo di adesione di Paesi come la Turchia è attualmente in stallo. L’articolo 2 del Trattato sull’Unione Europea sancisce come valori fondanti il rispetto della dignità umana, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e lo Stato di diritto.
Alcune critiche, però, evidenziano come le azioni di alcuni Stati membri sembrino andare contro questi principi e sostengono che le istituzioni europee non facciano abbastanza per garantirne il rispetto. In certi contesti, diritti come la libertà di stampa o la tutela delle minoranze non vengono garantiti pienamente; nonostante l’Unione abbia a disposizione strumenti come l’Articolo 7 del Trattato (che permette di sospendere alcuni diritti di uno Stato membro), l’attivazione di sanzioni concrete risulta spesso complessa e politicamente difficile da attuare.
