Ogni giorno tra i banchi di scuola, in quanto studenti, si può essere valutati. Si possono ricevere voti per i compiti fatti a casa, interrogazioni orali, progetti pratici, verifiche scritte, prove pratiche o in generale per qualsiasi cosa. Queste valutazioni però, in Italia, sono numeriche: i voti dal 0 al 6- sono insufficienti mentre quelle dal 6 al 10 sono sufficienti. La valutazione finale poi, nella maggior parte dei casi, viene fornita facendo la media matematica di tutte le valutazioni, con dei piccoli accorgimenti sulla persona. Ecco perché questo metodo di valutazione non è più adatto per valutare gli alunni:
Non esiste l’8 ma l’A

Un problema del metodo di valutazione in Italia è che voti come il 9 e il 10 sono visti come impossibili da ricevere, creando una forma di “limite psicologico” nelle teste degli studenti. Nel sistema americano invece quando si prende 8, nel registro compare una bella A. Questo semplice accorgimento può creare negli studenti una forma di autostima, facendo vivere la scuola con più serenità.
La media generale non è uguale per tutte le materie
Nel sistema americano la media di andamento degli studenti è la GPA (Grade Point Average). Ce ne sono di 2 tipi:
- Unweighted GPA: la versione classica. In questo tipo di GPA ogni materia ha lo stesso peso. La media, nella maggior parte dei casi, è compresa tra 0 (voto peggiore) e 4.0 (voto migliore) ed è come la nostra media matematica. L’unweighted GPA si calcola seguendo la tabella qui sotto:

- Weighted GPA: la versione innovativa. A differenza dell’Unweighted GPA e alla media italiana, il weighted GPA tiene conto della difficoltà delle classi che ogni studente americano sceglie di studiare. La media parte da 0 fino ad arrivare a 5.0 dove però solo le materie più difficili possono dare voti con GPA pari a 5.0 o 4.5. Come si può notare dalla tabella di conversione riportata qua sotto, una A in una materia più difficile (AP) vale 5.0 mentre una B sempre nella stessa materia vale 4.0.

Quindi, dal mio punto di vista, la weighted GPA è migliore di quella italiana in quanto tiene conto della difficoltà della materia, senza penalizzare la media generale nel caso in cui si prenda un voto inferiore rispetto alla media.
Calcolare il GPA è macchinoso
Mentre in Italia la media è un calcolo diretto, il sistema GPA prevede un passaggio intermedio di conversione per ogni materia. Sebbene possa sembrare un ostacolo, questa difficoltà strutturale potrebbe aiutare a ridurre l’ansia da prestazione. Molti studenti italiani, infatti, vivono con estrema apprensione il monitoraggio continuo della media sul registro elettronico; non avere quel dato sempre a portata di mano potrebbe favorire un approccio allo studio più sereno senza però togliere agli studenti la possibilità di calcolarsela.
In conclusione, il sistema americano — grazie all’uso delle lettere e alla Weighted GPA — sposta il focus dal semplice numero al valore del percorso scelto. Adottare un modello simile in Italia permetterebbe di valorizzare l’impegno nelle materie più complesse e di ridurre lo stress da monitoraggio costante, trasformando il voto da limite psicologico a stimolo per la crescita personale.
