Quando si pensa a un libro fantascientifico, la mente si immagina solitamente viaggi spaziali, macchine del tempo, alieni e a molto altro. In Solaris, lo scrittore Stanislaw Lem non parla solo di un viaggio verso un pianeta lontano, ma descrive un vero e proprio viaggio nella coscienza umana.

Trama e temi trattati nel libro

“Non abbiamo bisogno di altri mondi. Abbiamo bisogno di specchi. “

(Stanislaw Lem, Solaris)

La storia si apre con l’arrivo di Kris Kelvin su una stazione scientifica che orbita intorno a Solaris: un pianeta ricoperto interamente da un immenso oceano gelatinoso. Questo oceano però non è solo acqua: è una vera e propria gigantesca forma di vita in qualche modo cosciente. La stazione fin da subito si rivela un posto claustrofobico e spettrale. Gli scienziati che vi lavorano si comportano in modo strano e, ad accogliere il nuovo arrivato, c’è il suicidio di uno di questi. Kelvin ben presto scopre anche il motivo: l’oceano è in grado di scansionare la mente umana e estrapolare da essa i ricordi più intimi, i sensi di colpa e i traumi rimossi, materializzandoli sotto forma di “ospiti” in carne ed ossa. La comunicazione con l’oceano è impossibile e questo fa entrare in crisi la scienza solariana cedendo il passo alla Filosofia.

Lem non usa l’alieno come un nemico da sconfiggere ma come uno specchio: con gli “ospiti” lo scrittore parla dei limiti della coscienza umana. Questi ultimi infatti trasformano la missione di Kelvin e degli scienziati della stazione in un doloroso viaggio introspettivo.

Lo scrittore: Stanislaw Lem

Stanislaw Lem è nato nel 1921 in una famiglia ebraica a Leopoli (al tempo città Polacca, ora si trova in Ucraina). Inizialmente si dedicò agli studi di filosofia, successivamente intraprese medicina per seguire le orme del padre. Costretto a interrompere gli studi a causa dell’occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale, lavorò come meccanico. Al termine della guerra si trasferì a Cracovia dove riprese a studiare e si laureò nel 1946. Nel 1950 abbandonò la medicina e si dedicò alle scienze biologiche e cibernetiche per poi essere uno dei fondatori dell’Accademia di cibernetica e astronautica. Scrisse 42 libri tra romanzi, raccolte di racconti, saggi e opere varie, e viene definito il padre della “Fantascienza Filosofica”. La sua opera più famosa è proprio Solaris, resa popolare dal regista Andrej Tarkovskij che diresse nel 1972 l’omonimo film. Smise di scrivere nel 1987 e morì a Cracovia nel 2006.

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