Sir Francis Drake è una figura avvolta da un contorno leggendario, costruita nei secoli attraverso racconti popolari, propaganda politica, storie marinare e, più recentemente, opere letterarie e videogiochi. Sebbene molte delle sue imprese siano documentate, nel tempo Drake è diventato qualcosa di più di un semplice esploratore. La sua storia è piena di misteri irrisolti e leggende in grado di appassionare tutti, o quasi.
Sic parvis magna ovvero “Da umili origini verso grandi imprese”
Questa è una delle sue frasi più iconiche presente anche all’interno del videogioco Uncharted, dove compare tra i protagonisti un presunto nipote di Francis Drake (Nathan Drake detto Nate). Queste sei parole possono sembrare banali ma il loro significato è enorme. Infatti Drake, figlio di un contadino, è riuscito nel corso della sua vita a conquistare la fiducia della regina Elisabeth I e a trovare, saccheggiare e accumulare una montagna di tesori pirata. Una delle più grandi leggende che riguardano il pirata inglese è quella del suo tesoro mai trovato. Si narra che dopo tutte le sue spedizioni Drake abbia accumulato tutti i suoi tesori e li abbia sepolti in unico posto. Molti pensano ai Caraibi o al Sud America ma è ancora tutto un mistero. Anche la sua morte ha contribuito alla maestosità della leggenda in quanto, secondo i racconti più diffusi, il pirata è stato sepolto in mare in una tomba di piombo al largo delle coste del Sud America, a Portobelo.

Immagine che ritrae “Nate” (Nathan Drake) nel videogioco Uncharted
Il galeone di Sir Francis Drake
Il Golden Hind fu la celebre nave usata da Sir Francis Drake per compiere la sua storica circumnavigazione del globo tra il 1577 e il 1580. Era un tipico galeone inglese del XVI secolo, progettato per essere robusto, versatile e capace di affrontare lunghe traversate oceaniche. Aveva una lunghezza stimata di circa 30 metri, una larghezza di circa 6-7 metri, un dislocamento tra le 120 e le 150 tonnellate.
Equipaggiata con tre alberi, portava vele quadre sulle prime due alberature e una vela latina sul terzo, sistema che garantiva una buona manovrabilità. il Golden Hind era ben armato: disponeva di circa 18 cannoni di vario calibro, utili per respingere gli attacchi di navi spagnole o per assalire galeoni carichi d’oro e argento. A bordo vi erano tra gli 80 e i 100 uomini, tra marinai, soldati, artiglieri e ufficiali. Oggi, ne esiste una replica fedele attraccata a Londra, visitabile come museo galleggiante. Sebbene i progetti originali siano andati perduti, la ricostruzione si basa su fonti storiche, cronache dell’epoca e modelli navali del XVI secolo. La replica permette ai visitatori di esplorare com’era la vita a bordo durante l’epoca elisabettiana, tra cannoni, stive colme di provviste e alloggi spartani.

Fonte: http://www.mitidelmare.it/golden_hind.html
