Con il Gran Premio d’Ungheria si conclude la parte iniziale del campionato e ha inizio la pausa estiva.

Crediti per l’immagine di copertina: F1

Il tracciato

Il tracciato – Crediti: F1

Questa pista è una delle più longeve della Formula 1, e anche una pista che ha ospitato le “prime vittorie” di molti piloti.
Conosciuta anche come “La Monaco senza muretti”, vista la difficoltà dei sorpassi, è un tracciato relativamente corto (poco più del Redbull Ring), e presenta due zone DRS nelle parti più veloci del circuito.
La scarsa lunghezza dei rettilinei e la presenza di numerose curve spinge poi i team a montare sulle vetture assetti aerodinamici particolarmente carichi in modo da ottenere la maggior velocità possibile in curva.
Il circuito è noto poi anche per l’abrasività dell’asfalto; Pirelli, però, ha portato in questa gara delle mescole di gomma più dure del normale, offrendo quindi la possibilità ai team (in condizioni ottimali e con gestione approfondita delle gomme) di effettuare un solo pit stop in confronto ai due di norma.

Squadra che vince non si cambia

Sono tornate in questo weekend le prove libere complete, sostituite la settimana scorsa dalle qualifiche e gara Sprint.
In FP1, diversi piloti hanno sparso la ghiaia da una delle trappole all’esterno di curva 12. Albon (Williams) ha poi sofferto uno scatto allo sterzo in curva 8. Bortoleto, infine, si è dovuto ritirare dalla sessione a causa di un allarme critico lamentato dalla vettura.
Nella seconda sessione è poi tornato Alonso (Aston Martin), assente alla precedente a causa di problemi muscolari. Verstappen (Redbull) ha manifestato notevoli carenze di grip, mentre Sainz (Williams) ha perso per un tempo significativo il contatto radio (vocale e telemetrico) con i box.
Le FP3 si sono svolte senza particolari intoppi eccetto qualche ostruzione.
In tutte le sessioni, sempre gli stessi tre piloti sono saliti sul podio, seppur in diverso ordine: Norris (McLaren), Piastri (McLaren) e Leclerc (Ferrari).

Crediti: F1, Instagram
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Qualifiche a sorpresa

In Q1 sono usciti Albon, Hulkenberg (Sauber), Ocon (Haas), Gasly (Alpine), Tsunoda (Redbull). La sorpresa è invece arrivata in Q2, con Hamilton (Ferrari) che non riesce a impostare un tempo sufficiente al passaggio, unendosi quindi ad Antonelli (Mercedes), Sainz, Colapinto (Alpine) e Bearman (Haas).

Anche il Q3 non ha fallito a intrattenere: in pochi minuti sono infatti cambiate la direzione del vento e la temperatura del tracciato, che ha perso quasi 20°C in meno 20 minuti. Ciò ha comportato una notevole difficoltà per certi team e piloti di adattarsi all’ultimo minuto, con le McLaren che non sono riuscite a migliorare nei tempi e Leclerc che la spunta guadagnandosi la Pole.
Anche Verstappen ha manifestato notevoli difficoltà, qualificandosi ottavo. Il Q3 si chiude infine come la terza fase di qualifiche con il distacco minore di sempre (solo circa 5 decimi a separare il primo dal decimo!).

Crediti: F1, Instagram
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In gara le speranze svaniscono

Durante la gara le condizioni meteo erano ottimali per battere le McLaren: cielo nuvoloso, pista più fredda del normale, in aggiunta alla difficoltà intrinseca della pista nel sorpasso.
In partenza, Norris ha perso due posizioni, mentre Leclerc è riuscito a mantenere il comando tallonato da Piastri. Il pilota monegasco, però, ha sviluppato un distacco sufficiente dall’australiano in modo da poter guidare più tranquillamente.

Alonso ha sfruttato la tecnica impiegata dalle Racing Bulls a Monaco: sfruttare la difficoltà nel sorpasso per rallentare di proposito e tenere dietro un “treno DRS” (molte auto con meno di 1 secondo l’una dall’altra) che per molti giri va dal 4° posto e arriva fino all’ultimo dei piloti. Ciò gli ha permesso di avere una pista libera di fronte, salvaguardando le proprie gomme e contemporaneamente danneggiando gli altri. La disponibilità del DRS per tutti dietro, poi, ha reso ancor più ostici i sorpassi: restano infatti bloccate auto più veloci tra cui Hamilton e Verstappen.

Fernando Alonso reveals Aston Martin 'concern' after Hungarian 'surprise' |  RacingNews365
Alonso alla guida del treno DRS – Crediti: XBPImages

Durante l’ultimo stint, al comando della gara i sogni dei Tifosi sono svaniti: Leclerc, a causa di qualche misterioso guasto e/o errore commesso dagli strateghi Ferrari, si è ritrovato a perdere ben 2 secondi a giro rispetto alla controparte McLaren, e circa 1.5 secondi da Russell. Il monegasco ha concluso la gara 4°.
Piastri, poi, uan volta sorpassato Leclerc, ha iniziato a rincorrere Norris, che aveva precedentemente guadagnato il comando con la tattica del singolo pit stop.
Verso gli ultimi giri ha avuto inizio l’attacco dell’australiano sul britannico, che per poco non è finito con un tamponamento; Norris, però, è riuscito a resistere fino alla fine portandosi a casa la vittoria, seguito da Piastri e Russell che ha chiuso il podio.

Crediti: F1, Instagram

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