La pausa estiva di un mese finisce con un gran ritorno al circuito di casa di Max Verstappen.
Crediti per la foto di copertina: F1
Il tracciato

Il circuito olandese presenta due delle curve più inclinate del mondiale: curva 3 e 14, due sopraelevate che raggiungono quasi i 20°.
Il circuito è ad elevata abrasione: per questo motivo, la Pirelli ha portato delle mescole abbastanza dure (C2, C3 e C4), e, nonostante ciò, molti team hanno pianificato una strategia con 2 pit stop visto il degrado elevato.
Le temperature basse e l’avvicinamento del ciclone Erin (la declassazione dell’uragano americano) hanno fatto schizzare le previsioni meteorologiche, con elevata possibilità di pioggia, che cambierebbe sicuramente le carte in tavola in gara.
Tutti si spiaggiano
Il venerdì il weekend viene aperto da un meteo un po’ instabile: sole a intermittenza con le nuvole sempre minacciose sopra il circuito. Un leggero deposito sabbioso sulla pista, assieme alle basse temperature, hanno abbassato l’aderenza dell’asfalto, mandando molti piloti fuori in curva, “spiaggiandosi” sulle trappole di ghiaia. Nell’ordine: Tsunoda (Redbull), Antonelli e Russell (Mercedes), Verstappen (Redbull), Albon (Williams) e Stroll (Aston Martin).
Sono volate come sempre le McLaren, lasciando entrambe le Ferrari a 7 decimi a giro di distanza.
Il sabato, le condizioni sono migliorate un po’ per tutti: meno insabbiamenti, prestazioni migliori per il Cavallino. Le McLaren hanno, naturalmente, dominato tutte le sessioni.



La Racing Bulls risplende
Il Q1 è stato subito interrotto da Stroll che è finito contro le barriere; ciò lo ha poi obbligato a partire ultimo. Assieme a lui, nella sessione sono state eliminate entrambe le Haas, Hulkenberg (Sauber) e Colapinto (Alpine).
I margini sono stati molto ridotti, specialmente in Q2 e Q3: nella seconda sessione sono usciti infatti Antonelli, Tsunoda, Albon, Gasly (Alpine), Bortoleto (Sauber).
Di fronte alla griglia, le McLaren hanno avuto una fiera battaglia, da cui è uscito vittorioso Piastri.
Grande prestazione anche per Verstappen, che ha finito terzo, e Hadjar (VCARB), subito dopo Max.




Una gara da dimenticare?
Alla partenza Norris (McLaren) ha subito perso una posizione rispetto a Verstappen, nonostante la superiorità della vettura; vantaggio però invalidato più tardi dal pilota britannico, che ha ripassato Max una volta scaldate le gomme. Anche Leclerc è riuscito a guadagnare qualche posto, passando Russell all’esterno della curva sopraelevata, ma fermandosi poi dietro Hadjar. Nel mentre, Piastri ha mantenuto il controllo del gruppo.
La gara è stata quindi animata da Hamilton, che è finito a muro in curva 3; in seguito, si è verificata una collisione tra Sainz (Williams) e Lawson (VCARB). Leclerc ha sfruttato la Virtual Safety Car per poi passare Russell, ma è restato sempre dietro ad Hadjar.
Il monegasco è rientrato quindi ai box per evitare di farsi sorpassare da Antonelli: i due, al rientro, si sono trovati fianco a fianco, e all’esterno di curva 3, una collisione ha determinato la fine della gara per il pilota Ferrari.
A mettere la ciliegina sulla torta, Norris ha subito un guasto meccanico (perdita d’olio) verso la fine della gara, lasciando quindi Piastri portarsi a casa un Grand Slam, seguito sul podio da Verstappen e Hadjar.



