Da Monza ad Abu Dhabi: come Max Verstappen ha rimontato 104 punti… o quasi

Nonostante un inizio di stagione apparentemente “monotono”, come già previsto nel 2024 dopo l’ascesa della McLaren, la stagione di Formula 1 2025 resterà impressa nella storia del motorsport grazie a una vera e propria impresa sportiva: quella compiuta dal quattro volte campione del mondo Max Verstappen, vincitore anche dell’ultima gara dell’anno, ad Abu Dhabi.
Le prime gare: “l’era di Lando Norris”
Sin dalle prime gare, la McLaren ha dominato come era accaduto nella seconda metà della stagione 2024. Dopo essersi lasciata inizialmente alle spalle una Red Bull in pieno decadimento e una Ferrari affossata da un componente chiave mal progettato, il team di Woking ha confermato la propria supremazia nella prima parte del 2025.
In testa alla classifica piloti c’era Lando Norris. Che fosse il favorito in casa McLaren non era una novità: a confermarlo era stato lo stesso Zak Brown, CEO del team, dichiarando che il 2025 sarebbe stata “l’era di Lando Norris”. Un’affermazione inizialmente supportata dai fatti, con il pilota inglese leader del mondiale nelle prime quattro gare, dall’Australia al Bahrain.

Forse non lo è proprio…
Già alla terza gara, a Suzuka, la Red Bull ha mostrato tuttavia un primo segnale di reazione: Max Verstappen ha conquistato il gradino più alto del podio, lanciando un messaggio chiaro: le McLaren non avrebbero avuto vita facile (foreshadowing?).
Ma l’attenzione, a partire da Jeddah, si è spostata su Oscar Piastri. L’australiano, a differenza di Norris, ha messo in luce una mentalità più fredda e calcolatrice, soffrendo meno la pressione mediatica che invece gravava sull’inglese.

I risultati non tardano ad arrivare: dopo la prima vittoria di Norris, Piastri domina tre delle successive quattro gare, prende il controllo del mondiale e inizia a costruire un solido margine proprio sul compagno di squadra.
La “mentalità di un campione”
La capacità di autocontrollo di Piastri rispetto a Norris porta molti media ad accostarlo rapidamente a Kimi Räikkönen. Il punto di svolta arriva in Canada: entrambe le McLaren sono in lotta per la prima posizione, con Piastri davanti e Norris subito dietro. In un tentativo di sorpasso azzardato, Norris commette un errore fatale che lo elimina dalla gara e costa al compagno il podio, a causa dell’ingresso della Safety Car.

Da qui nasce la convinzione generale che il mondiale sia ormai chiuso: un freddo Piastri al comando e un Norris apparentemente incapace di ricucire il gap. L’australiano mantiene infatti la leadership del campionato per altre nove gare dopo il Canada. Nel frattempo, in Spagna, Verstappen perde le staffe in un contatto con Russell che lo estromette di fatto dalla corsa al titolo… o almeno così sono convinti tutti.
Nessuno è così saldo da non tremare mai
L’avvicinarsi del finale di stagione, però, non è dalla parte di Piastri. Statisticamente, le gare dopo la pausa estiva sono sempre state le sue più difficili. I media, però, sono convinti che quest’anno la storia sarebbe stata diversa.
I dati raccontano altro. A Baku, dopo una qualifica disastrosa per entrambe le McLaren, Piastri finisce “a muro” alla curva 1, mentre Norris chiude settimo, esattamente dalla posizione di partenza. Arriva però il primo podio stagionale di Carlos Sainz della Williams. Da qui inizia il declino dell’australiano, che perde il controllo del mondiale poche gare dopo, in Messico.

La rimonta di un campione
Nonostante Norris sia riuscito a gestire meglio la pressione dopo la pausa estiva, a partire da Monza i riflettori si sono spostati su un Max Verstappen, che molti consideravano ormai fuori dalla lotta per il titolo piloti. Con 104 punti di distacco dalla vetta, l’olandese ha iniziato, invece, una rimonta clamorosa, imponendo un ritmo martellante e dominando in circuiti spesso favorevoli alla McLaren.
A Monza, con un assetto azzardato e una prestazione mostruosa, Verstappen vince con quasi 20 secondi sul secondo classificato, proprio Norris, riducendo il gap a 94 punti. Il weekend di Baku si rivela negativo per la McLaren e Verstappen recupera punti pesanti, portando il distacco a 69 punti. Ancora più impressionante è Singapore, pista storicamente ostile alla Red Bull: Verstappen rompe la maledizione chiudendo secondo e riducendo ulteriormente il gap a 63 punti.
A COTA, nella Sprint le McLaren si sono eliminate a vicenda mentre hanno concluso la gara seconda e quinta, permettendo a Verstappen di massimizzare il bottino e riducendo il distacco dal primo in classifica a soli 40 punti. Ma in Messico è arrivata la reazione di Norris, che vince.
Il Gran Premio del Brasile ha rappresentato forse il momento più spettacolare della rimonta: dopo una qualifica disastrosa che lo aveva relegato in sedicesima posizione, Verstappen ha deciso di cambiare assetto e motore, partendo dalla pit lane. La rimonta fino al terzo posto è stata straordinaria.
A Las Vegas è arrivato poi un colpo di scena: Verstappen vince, Norris chiude secondo e Piastri quarto, ma entrambe le McLaren vengono squalificate per eccessivo consumo dello skid block. Verstappen torna prepotentemente a contatto con Norris, con il gap ridotto a soli 24 punti dal leader. In Qatar, su un circuito teoricamente favorevole alla McLaren, un errore strategico del team papaya ha consentito a Verstappen di recuperare ancora, portando il distacco a soli 12 punti prima dell’ultima gara.

Abu Dhabi: il verdetto

Tre piloti si sono contesi il mondiale in un’unica gara, evento che non si verificava dal 2010. Piastri era a soli 4 punti da Verstappen e sembrava aver ritrovato fiducia. Per vincere il titolo, a Norris bastava un terzo posto.
La gara se l’è aggiudicata Verstappen, ma Norris ha chiuso il Gran Premio sul podio e ha conquistato così il suo primo titolo mondiale, per appena 2 punti.
Il campione del mondo Piloti 2025 è quindi Lando Norris con 423 punti, seguito da Max Verstappen con 421 punti e Oscar Piastri con 410 punti. Nel mondiale Costruttori, la McLaren ha dominato seguita da Mercedes e Red Bull.


Analisi: cosa ci lascia questa stagione?
Dopo anni complicati, la McLaren ha finalmente realizzato una vettura estremamente bilanciata e veloce, tanto da far dubitare della sua piena legalità. Norris e Piastri hanno portato avanti una stagione di altissimo livello, mettendo in difficoltà tutti i rivali. La dimostrazione di una squadra tornata finalmente al vertice.
Max Verstappen, partito da un gap enorme, ha sfiorato un titolo che sembrava perso. La sua stagione conferma le qualità di uno dei più grandi piloti di sempre, capace di gestire la pressione come pochi altri, non solo in F1 ma anche nel GT3, dimostrando una versatilità impressionante. Una resilienza da vero campione.
Oscar Piastri, leader del mondiale per gran parte dell’anno, ha pagato un finale amaro. Resta comunque una delle migliori stagioni mai viste per un pilota presente in F1 solo dal 2023. È’ il “quasi vincitore” che ha dimostrato di poter lottare ai massimi livelli.
Tre piloti in lotta fino all’ultima gara: il 2025 ha compensato l’inizio monotono con un’accesa lotta per il titolo che ha tenuto con il fiato sospeso gli appassionati di F1 fino ad Abu Dhabi.
Perché la McLaren ha perso ritmo a fine stagione?
La risposta è il 2026. Con l’imminente cambio del regolamento, McLaren ha deciso di interrompere presto lo sviluppo della vettura 2025 per concentrarsi sul nuovo progetto. Una strategia rischiosa, ma vincente: mondiale piloti conquistato “per un soffio” e mondiale costruttori vinto con largo anticipo. Red Bull, al contrario, ha investito pesantemente nello sviluppo finale nel disperato tentativo di ribaltare il campionato piloti.
E ora?

Il 2026 si avvicina. Più che la potenza delle monoposto, a fare la differenza potrebbe essere l’abilità dei piloti. Lo si è già visto nel 2022 con l’introduzione dell’effetto suolo, tecnologia che andrà in pensione proprio l’anno prossimo. La storia, probabilmente, è pronta a ripetersi.
