
LeBron James, ha fatto il suo debutto stagionale contro gli Utah Jazz il 19 novembre, diventando l’unico giocatore della storia della NBA a giocare per 23 stagioni consecutive nella principale lega di pallacanestro professionistica nordamericana. E con i sui 11 punti e 12 assist, James ha firmato la vittoria per 140-126 contro i Jazz.
Oltre ad essere il giocatore più anziano della NBA, nessuno prima di lui aveva giocato per così tante edizioni del campionato. In questo articolo parleremo del viaggio del “Re”, come viene chiamato LeBron, dal 2003 ad oggi.
I primi anni a Cleveland

Correva l’anno 2003 quando Michael Jordan annunciò il suo ritiro definitivo dal basket. Nello stesso periodo, al Draft NBA, il diciottenne LeBron James veniva scelto con la prima chiamata assoluta dopo essersi messo in mostra alla St. Vincent–St. Mary High School. Sin dal suo arrivo, la franchigia dell’Ohio, fino ad allora tra le peggiori della lega, si trasformò in una squadra temibile. James vinse il premio di Rookie dell’anno e, pochi anni dopo, nel 2007, raggiunse la sua prima finale NBA, persa contro i San Antonio Spurs di Tim Duncan. Questo però fu solo l’inizio: nel 2009 e nel 2010, sempre a Cleveland, LeBron conquistò due titoli di MVP, consolidando il suo nome tra i più grandi del Basket della NBA. Sfortunatamente, i Cavaliers non riuscirono a costruirgli attorno un gruppo all’altezza, spingendolo così a cercare una nuova squadra.
“The Decision” e gli anni in Florida
Fu così che, nella offseason del 2010, con uno speciale televisivo dal titolo “The Decision” mandato in onda in diretta su ESPN, LeBron annunciò che avrebbe firmato per i Miami Heat, unendosi a Dwyane Wade e Chris Bosh.
I’m gonna take my talents to south beach, and join the Miami Heat
LeBron su ESPN

Il trio fece subito scintille. Tra giocate spettacolari e una crescente attenzione mediatica, il periodo in Florida si stava dimostrando proficuo. James non vinse l’MVP nel 2011, ma arrivò in finale, dove perse contro i Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki, vincendo solo una partita. I tifosi di tutto il mondo stavano cominciando a dubitare di James e della sua capacità di guidare una squadra alla vittoria.
Nel 2012 e 2013, LeBron si riscattò: oltre a due titoli di MVP consecutivi, conquistò finalmente il tanto desiderato Larry O’Brien, il trofeo del campionato NBA.
Il ritorno a Cleveland
Dopo la sconfitta in finale del 2014, James scelse di tornare nella squadra del suo stato natale, i Cleveland Cavaliers.
Nel frattempo, in Ohio era arrivato il playmaker Kyrie Irving e, per affiancare James, giunse tramite uno scambio di giocatori anche l’ala Kevin Love. Con questo nuovo nucleo, LeBron raggiunse subito le Finals contro i Golden State Warriors di Stephen Curry, ma la “sua” squadra perse a causa anche degli infortuni di Irving e Love.
L’anno successivo la squadra di Curry sembrava imbattibile: stabilì il record assoluto di vittorie in regular season con 73 successi e 9 sconfitte. Quando LeBron si ritrovò nuovamente ad affrontarli in finale, molti consideravano l’esito già scritto. Golden State conduceva 3-1 e nessuna squadra aveva mai rimontato uno svantaggio simile nelle Finals.

In gara 7, alla Oracle Arena di San Francisco, James fece una delle sue prestazioni più “iconiche”.
In una situazione di parità, a meno di due minuti dalla fine della partita, James stoppò l’entrata a canestro di Andre Iguodala. Grazie a quella palla recuperata, Irving segnò il canestro del vantaggio. Chiusero la partita i due tiri liberi di LeBron, che vinse il suo unico campionato con i Cleveland Cavaliers.

Cleveland, this is for you!
LeBron James, dopo aver vinto il campionato del 2016
Ai Golden State, la stagione successiva si aggiunse anche Kevin Durant, ex-MVP, e anche se James tornò in finale nel 2017 e 2018, con prestazioni tra le migliori di sempre (tripla doppia di media nei playoff 2018), perse in entrambe le occasioni.
Dalla firma a Los Angeles ad oggi
Nell’offseason del 2018, LeBron firmò con i Los Angeles Lakers: la franchigia della baia affiancò subito al veterano trentacinquenne il centro All-NBA Anthony Davis. Nel 2020 il duo vinse il titolo NBA, il quarto di LeBron, che fu anche premiato come Finals MVP, diventando il primo giocatore nella storia ad ottenere questo riconoscimento con tre squadre diverse.
Negli anni seguenti, però, i Lakers non raggiunsero i risultati sperati, anche a causa di scelte discutibili del front office. Nonostante ciò, LeBron stabilì un altro primato individuale: nella stagione 2021-22, a 37 anni, divenne il più anziano giocatore ad avere una media di 30 punti a partita.

Seguirono altri record: nel 2023 LeBron superò Kareem Abdul-Jabbar, che teneva il record dal 1989, diventando il miglior marcatore nella storia dell’NBA.
Nel 2024 giocò la sua prima partita insieme al figlio Bronny James, diventando la prima coppia padre-figlio a scendere in campo insieme in NBA.
Nel corso della sua lunga carriera, inoltre, ha accumulato il maggior numero di selezioni per l’All-Star Game e per le squadre All-NBA, alimentando il dibattito su chi sia il miglior giocatore di sempre: lui o Michael Jordan. Sempre nel 2024, Davis fu scambiato ai Dallas Mavericks in cambio di Luka Dončić dopo stagioni altalenanti.
Arriviamo ora al 2025: LeBron, quasi 41 anni, ha appena disputato un’altra partita da titolare contro Utah e non mostra segni di voler appendere le scarpe al chiodo!
