Venerdì 28 novembre, la nostra scuola ha ospitato uno degli appuntamenti del progetto “Voci di
Pace”, un’iniziativa promossa dalla diocesi che sta coinvolgendo diverse scuole del territorio.
L’obiettivo di questi incontri è di portare tra i giovani testimonianze autentiche per parlare di pace
in un periodo storico caratterizzato da numerosi conflitti.

L’incontro a cui abbiamo partecipato ci ha permesso di ascoltare le testimonianze e di dialogare
con due ragazzi israeliani, Iddo ed Ella, poco più che 18enni, che hanno rifiutato di svolgere il
servizio militare obbligatorio, diventando così obiettori di coscienza.

I due ragazzi hanno parlato principalmente delle conseguenze del loro rifiuto, raccontando la
reazione delle loro famiglie e degli amici: in una società molto militarizzata come quella israeliana,
non accettare di arruolarsi per il servizio militare significa spesso essere discriminati e giudicati.
Ma le conseguenze non sono solo sulle relazioni, ma anche legali: gli obiettori di coscienza
vengono portati in basi militari dove, se continuano ad opporsi, vengono incarcerati per mesi, a
volte anni interi. Anche Iddo ed Ella sono stati in prigione per circa un mese ed oggi sono parte
dell’organizzazione “Mesarvot”, che sostiene chi rifiuta la chiamata obbligatoria per l’esercito.

Queste testimonianze di “Voci di Pace” sono state molto importanti per noi studenti perché ci
hanno raccontato una guerra di cui in questo ultimo periodo abbiamo molto sentito parlare, ma da
un punto di vista interno. In un periodo con frequenti notizie di questo genere, è fondamentale
che la scuola ci offra occasioni per riflettere sulle situazioni in cui si trovano i nostri coetanei in
paesi di guerra. Ascoltare storie reali ci aiuta a superare pregiudizi e ci permette di capire quanto
siano difficili le scelte che alcune persone devono affrontare.
