


Il 10 marzo scorso, contro i Washington Wizards, Bam Adebayo ha riscritto i libri di storia NBA, superando la leggendaria serata da 81 punti di Kobe Bryant.
Inutile dire che questa sia stata la partita più inaspettata questa stagione. Fra tutti i realizzatori “puri” della lega, come Luka Doncic, Damian Lillard o Joel Embiid, nessuno aveva superato poco più di settanta punti in carriera, mentre il centro di Miami, reduce da stagioni da poco meno di venti punti di media, è diventato il più grande realizzatore in attività.
Fino dal primo periodo, tutti c’erano già le premesse per una prestazione degna di nota da parte di Adebayo, che in soli dodici minuti aveva totalizzato ben 31 punti.
Addirittura nel secondo quarto, terminato con 43 punti al suo attivo, aveva battuto il suo record precedente di 41 punti. Queste due prestazioni da sole infrangono i precedenti record degli Heat; infatti supera i 25 punti in un quarto di LeBron James (nel 2014) e i 37 punti in un tempo di Glenn Rice (nel 1995).

I social media della franchigia stavano già esplodendo di nuovi post, ma Bam non aveva alcuna intenzione di fermarsi, segnando ulteriori 40 punti nel secondo tempo. Così dopo gli ultimi tiri liberi, Bam Adebayo supera la prestazione ormai mitologica del 22 gennaio 2006 di Kobe Bryant.
Il centro della Florida, nell’intervista post partita dichiarerà che se Kobe fosse ancora vivo, probabilmente gli chiederebbe di rifarlo, per sfidarlo a segnare ancora più di ottanta punti, secondo la sua indole competitiva.
Non solo Bam ora detiene la miglior singola prestazione dopo Wilt Chamberlain (che mantiene il suo primato con i 100 punti segnati nel 1962), ma polverizza record di tiri liberi segnati e tentati in NBA, con 36 centrati su 43 tentativi, che prima apparteneva rispettivamente a Chamberlain e Adrian Dantley, con 28 liberi seganti, e a Dwight Howard, con una duplice prestazione di 39 liberi tentati.

Il coach dei Miami Heat, Erik Spoelstra, ha dichiarato di non sentirsi in colpa per aver permesso al suo giocatore di superare il record di Bryant. Al contrario, ha criticato duramente la strategia dell’ostruzionismo passivo (il cosiddetto “tanking”), praticata da squadre poco competitive come i Wizards che scelgono di perdere intenzionalmente per ottenere scelte migliori al Draft. Secondo Spoelstra, non c’è nulla di male nel permettere a un atleta di inseguire la storia, specialmente contro avversari che non mostrano il dovuto spirito agonistico.
Adebayo ha inoltre dichiarato di aver ricevuto ricevuto messaggi da stelle del basket USA di ogni epoca, come Michael Jordan o l’ex-compagno Dwyane Wade, ma anche da avversari attuali come LeBron James mentre i Miami Heat, come omaggio verso il giocatore, stamperanno delle maglie speciali con il numero “83”, invece del “suo” classico “13”.
