La nuova regolamentazione sulle macchine ibride sembra favorire i piloti più giovani.
Nuovo motore: non tutti sono d’accordo
Come i più appassionati di F1 già sanno, a partire dalla stagione 2026 la FIA ha introdotto i frutti di una profonda revisione sulla struttura delle vetture, in particolare spostando la suddivisione dell’ibrido dal 10% elettrico del 2025 al 50% previsto per il nuovo ciclo regolamentare. Altri cambiamenti (non meno importanti) riguardano il peso e la dimensione delle auto, entrambi ridotti in modo da agevolare i sorpassi in pista e rendere le gare più divertenti.

Nascono però dei problemi di fondo.
Da una parte, le nuove norme hanno avuto un notevole effetto sui sorpassi grazie all’incremento di potenza del motore elettrico e la riduzione della componente termica; dall’altra, però, la necessità di recuperare più energia pur mantenendo batterie leggere fa pensare a numerosi piloti (e fan) che ciò tolga alla Formula 1 il vero “spirito competitivo”.

Per esempio, Charles Leclerc ha fatto notare come i meccanismi per il sorpasso facciano sembrare le gare come delle partite di Mario Kart; Verstappen ha continuato poi sullo stesso filo, menzionando di aver abbandonato il simulatore per una Nintendo Switch.
Perché i giovani dominano?
Come si è potuto vedere negli anni, coloro che risplendono più durante un cambio di regolamento sono i piloti più giovani, e specialmente i cosiddetti “rookie”. Il vantaggio, però, è soprattutto dettato da quale scuderia si sceglie: in particolare, da quest’anno si cerca di scegliere il costruttore con il miglior motore. Come nell’ultima transizione dal termico puro all’ibrido nel 2014, risplende la Mercedes, seguita poi da Ferrari e da RedBull, che ha introdotto quest’anno il suo nuovo motore sviluppato internamente senza però grande successo. Un altro motorista è la Honda, che quest’anno fornisce motori alla Aston Martin, la quale però non è riuscita a portare a termine neppure una delle prime tre gare a causa dell’affidabilità della Power Unit.
Cosa ha combinato Mercedes?
Ogni motore ha un parametro, il cosiddetto “rapporto di compressione”. In linea generale, più alto è, maggiore è la potenza del motore. Il regolamento impone un rapporto massimo di 16:1. Le misurazioni di tale rapporto vengono effettuate a motore spento e “freddo” (ma con fluidi riscaldati a circa 100-115°C per simulare le condizioni di esercizio). E se riuscissimo a fare un motore che “evade” le misurazioni, ma in gara riesce ad aumentare il suo rapporto? È proprio quello che ha fatto Mercedes, garantendosi quasi 20 cavalli in più dal solo motore termico.
Kimi Antonelli cavalca le frecce d’argento
Affiancato da un pilota di punta in squadra (George Russell), il compito di Kimi non sarà facile: il suo “avversario”, infatti, ha ben sei anni in più di esperienza. Già dalla prima gara in Australia, le vetture Mercedes si sono fatte subito notare: grazie soprattutto al loro motore superiore, ed essendo il Gran Premio d’Australia tra i più veloci nel calendario, le frecce d’argento hanno posto un distacco notevole rispetto alle altre scuderie, chiudendo il primo Gran Premio in bellezza con un 1-2 (1° Russell, 2° Antonelli). Finisce terzo Leclerc, il quale ha comunque messo in difficoltà le Mercedes nei giri iniziali.

Cina: Kimi mette pressione
Nonostante l’esperienza del compagno, già dalla Cina Russell ha iniziato a sentire la pressione della guida del mondiale. Già dalla qualifica, Antonelli ha infatti conquistato la pole position per ben due decimi; nonostante la pressione in gara e la perdita di alcune posizioni, ha comunque riconquistato la guida del gruppo mettendosi alle spalle il suo compagno di squadra, e terminando il Gran Premio con la sua prima vittoria, impostando due nuovi record: il più giovane pilota a conquistare una pole position, e il più giovane pilota a fare un Hat Trick (pole + vittoria + giro più veloce), arrivando quasi a sfiorare un Grand Slam (hat trick + testa della corsa per tutta la gara) se non fosse stato per il primo giro.

In Giappone Kimi Antonelli si prende la vetta
Dopo un’altra fantastica pole, i primi giri di Kimi risultano un po’ difficili. Visto infatti il netto vantaggio manifestato dalle Ferrari in partenza grazie specialmente a delle tecniche particolari di gestione della sovralimentazione, l’italiano scende fino alla quinta posizione. Una safety car fortunata gli consente di passare ai box perdendo poco tempo, rimontando quindi su Russell e Piastri, che erano rientrati ai pit pochi giri prima. Soprattutto grazie a questo vantaggio, Kimi è riuscito a guadagnarsi altri 25 punti, più che sufficienti per portarlo in testa al campionato piloti, seguito poi da Russell e Leclerc. Con questa vittoria, infine, Antonelli è diventato il primo pilota a fare due hat trick di fila nelle prime due vittorie.

Per statistiche e dettagli sia attuali sia storici sulla F1, consiglio di visitare sectorthree.app
