
La società in cui viviamo oggi è una società in cui il tempo è una variabile strettamente legata alla produttività e al successo.
Il tempo è la percezione e rappresentazione della modalità di successione degli eventi, per cui essi avvengono prima, dopo o durante altri eventi. Questo concetto così “innocuo”, inventato dall’uomo per facilitare la propria vita e per percepire il trascorrere della propria esistenza, diventa una sorte di condanna per l’uomo moderno.
Al giorno d’oggi, infatti, sembra che il tempo venga usato come criterio per valutare la propria esistenza. Sembra che solo quelli che riescono a realizzare qualcosa in un determinato tempo sono persone che hanno “vinto” nella vita. Il tempo diventa anche un criterio di paragone, soprattutto rispetto agli altri. Quante volte mi è capitato di essere paragonata agli altri, o di paragonarmi agli altri, in relazione al tempo che loro ci hanno impiegato per realizzare un determinato obiettivo. La verità è che io mi sento sempre in ritardo rispetto ad altri, e nonostante sia ben consapevole che tutto ciò sia solo una percezione personale dovuta all’ansia, alla fine non riesco a smettere di preoccuparmi di non avere tempo. La preoccupazione mi assale, l’ansia diventa opprimente e con la mente in confusione, pretendo di realizzare quello che dovevo fare nel minor tempo possibile. Alla fine, come è facile pensare, non riesco a fare le cose per bene e continuo a navigare in questo loop infinito in cui rincorro sempre disperatamente il tempo.
Personalmente penso che tutti siano consapevoli di quanto la corsa contro il tempo sia un fenomeno attuale, eppure in qualche modo questo inseguimento del tempo viene incoraggiato nella nostra società. Pensiamo a tutte quelle persone che promuovono questa produttività “tossica”, video come “Come perdere peso in una settimana”, “Come studiare 100 pagine in una sera”, “Come prendere la laurea in soli due anni”, etc… Se per queste persone le cose sono andate così bene in un arco di tempo relativamente breve rispetto al solito, allora posso solo provare rispetto per loro. Ma parallelamente, penso che in parte questi video contribuiscano ad aumentare la nostra continua ricerca di produttività. Questi risultati straordinari diventano il nuovo standard, come se tutti fossimo capaci di “avere successo” così facilmente. Finiamo per chiederci se siamo noi il problema, perché non riusciamo a stare al passo con gli altri.
La verità è che ognuno di noi ha tempi diversi: non siamo macchine programmate a realizzare le stesse cose nello stesso arco di tempo. Siamo esseri umani, molto diversi tra di noi, quindi è normale avere tempi diversi. In questa società in cui siamo sollecitati ad essere più produttivi, a realizzare di più nel minor tempo possibile, voglio invece imparare ad apprezzare i miei ritmi personali. Penso che per vivere il tempo con maggiore serenità sia fondamentale rallentare questa corsa disperata: invece di focalizzarci su tutte le cose che siamo tenuti a fare, dedichiamo più tempo a noi stessi e ad accettare i nostri ritmi. Perché alla fine dei conti è vero che l’impegno costante è importante, ed è altrettanto vero che il successo e la produttività sono soddisfacenti, ma la cosa fondamentale resta il nostro benessere mentale.
