Per moltissimi anni a noi, donne/ragazze, sono state imposte innumerevoli regole che, se le analizziamo bene, sono contraddittorie. Vediamo di esaminare quelle più comuni (e direi anche più fastidiose).

“Sorridi di più, dai”

Che sia pronunciata da un nostro parente o da qualche sconosciuto, questa è una delle frasi più irritanti che possiamo sentirci dire. In quanto donne, ci si aspetta che siamo sempre ben disposte verso gli altri; cosa più di un sorriso in volto lo può dimostrare? Non importa se siamo tristi, arrabbiate o semplicemente sovrappensiero, dovremmo comunque sorridere per apparire “gradevoli” a chi ci guarda. Se poi sorridessimo, verremmo etichettate come “false”. Quindi dobbiamo sorridere? Tenere il muso? Oppure magari trovare un’espressione intermedia per non offendere nessuno?
Mi sa proprio che l’unico problema in questo caso è proprio questa pretesa assurda.

“Va bene esprimere le proprie idee ma stai al tuo posto”

Da sempre il ruolo di noi donne è stato limitato in ogni ambito e anche oggi questi limiti esistono, solamente sono meno evidenti. Capita spessissimo di essere ignorate, interrotte o sovrastate da altre persone. Non sempre lo fanno con cattiveria: il vero problema infatti è che molti spesso non se ne accorgono nemmeno. Per la società è normale che la voce con più peso sia quella di un uomo mentre quella di una ragazza viene ridimensionata e ignorata. Questo si può notare benissimo anche in diversi dibattiti in TV: appena una donna parla, subito viene zittita o interrotta da battutine. Se poi ci è “concesso” portare a termine un discorso, appena le idee esposte diventano troppo forti veniamo messe in discussione: “non sai di cosa stai parlando”, “sei troppo emotiva”, “dovresti calmarti”. Quindi va bene parlare… però meglio non affrontare discorsi considerati troppo seri.
Mi sa che le persone che potrebbero evitare di parlare sono proprio quelle che hanno queste idee.

“Siete più belle senza tutto quel trucco”

Tra tutte, questa è sicuramente una delle frasi più ipocrite che qualcuno possa dirci. Ci dicono di essere “più belle senza trucco”, ma al contempo ci impongono dei canoni di bellezza che richiedono il trucco per essere considerati al meglio.  La bellezza non si misura con fondotinta o rossetto, ma spesso sembra che chi non segue questi standard venga giudicata. Se scegliamo di truccarci, siamo “troppo finte”, se non lo facciamo, siamo “trasandate”.
La realtà è che non esiste una risposta giusta, ma solo quella che ci fa sentire bene, senza la pressione di soddisfare gli altri: in fondo, il trucco dovrebbe essere una scelta, non un obbligo. E, se per qualcuno è un modo per esprimersi, per altri potrebbe non esserlo affatto. Quello che conta davvero è sentirsi a proprio agio con se stessi, senza doversi adattare ai canoni altrui.

“Sei troppo emotiva”

Essendo il “sesso debole”, noi donne dovremmo essere le più emotive, giusto? Dovrebbe essere normale per noi dimostrare la nostra sensibilità e piangere, no? Beh… a quanto pare no. Se piangiamo, ci sentiamo dire che stiamo esagerando e che sarebbe meglio darci un taglio.
Questa è una delle contraddizioni più grandi, probabilmente: la società ci definisce in un modo ma, se ci comportiamo di conseguenza, è proprio la società a dirci che non dovremmo farlo. Alla fine, qualsiasi cosa facciamo e in qualsiasi modo ci comportiamo, qualcuno troverà comunque un modo per farci passare come esagerate.
E allora tanto vale essere come siamo, senza chiedere il permesso.


Queste sono solo alcune delle tante “regole” non scritte che ci vengono imposte costantemente, spesso in modo così sottile da sembrare normali. Ma la verità è che non lo sono. Dovremmo essere libere di fare quello che ci fa stare bene, senza preoccuparci di come veniamo percepite dagli altri. Nessuno ha il diritto di far passare l’essere noi stessi come una colpa. Non siamo troppo né troppo poco, non dobbiamo raggiungere degli standard o soddisfare determinati requisiti per essere accettati.

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