Un viaggio alla scoperta di sé
Cosa significa davvero scegliere il nostro futuro? Immagino sia una domanda che possa mettere in difficoltà molti di noi, che già in giovanissima età ci preoccupiamo di cosa fare nella vita. Penso che, paradossalmente, il nostro futuro fosse più certo quando eravamo più piccoli. Io, per esempio, alle elementari volevo diventare una sarta ed ero molto sicura di questa mia convinzione. Crescendo, però, questo sogno si è affievolito, un po’ perché passando da bambina ad adolescente i desideri cambiano, un po’ perché la realtà non è tutta rose e fiori come ci raccontano da bambini, e ci rendiamo conto che realisticamente molti desideri infantili sono irrealizzabili. Oggi, forse più che mai, come studentessa del quinto anno, mi trovo di fronte a un futuro molto incerto e immagino che molti altri si trovino nelle mie stesse condizioni.


Aprire le ali verso nuovi orizzonti
Allora ci poniamo la fatidica domanda: cosa fare dopo le superiori? Proseguire con lo studio o affacciarsi immediatamente nel mondo del lavoro? E’ una domanda che penso coinvolga quasi tutti gli studenti e le studentesse del quinto anno: se uno non ha le idee chiare, immagino sia ancora più difficile decidere, soprattutto considerando che quest’anno abbiamo infiniti impegni, tra patente e maturità, tra attività scolastiche e quelle extrascolastiche. Ma tornando al nostro interrogativo, è meglio proseguire studiando o lavorare direttamente concluse le superiori? Non penso ci sia una risposta corretta che sia universale, perché ognuno di noi è diverso. Alcuni magari preferiscono lavorare subito, per poter essere economicamente indipendenti, o perché semplicemente il percorso di studi, così come viene offerto nelle università, non fa per loro. A volte magari si sceglie di lavorare proprio per potersi pagare l’università, se si proviene da una famiglia non agiata.
Personalmente ritengo che al giorno d’oggi, per riuscire a trovare un lavoro soddisfacente in un ambiente così competitivo e già saturo, avere una laurea, o comunque un titolo di studio superiore al diploma, sia utile. Ma è anche vero che in alcuni settori professionali è sufficiente il diploma per poter fare carriera. Inoltre, una volta deciso di voler proseguire con lo studio, dobbiamo capire cosa vogliamo effettivamente studiare. Ma non sempre una scelta così importante risulta facile; infatti, tra le facoltà universitarie ci sono quelle che vengono considerate “inutili”, chiamate “scienze delle merendine”, ossia quelle che appartengono al campo umanistico . Sembra infatti che se una persona non è interessata a una facoltà STEM, allora tanto vale non andare proprio all’università, perché tutte le altre facoltà sembrano offrire poche prospettive lavorative.
Credo però che sia di gran lunga un’opzione migliore studiare qualcosa che effettivamente interessa, piuttosto che intraprendere degli studi che non coinvolgono oppure non piacciono, solo perché ci sarebbero più possibilità di avere un lavoro. E non è una cosa che dico con leggerezza, perché avevo scelto l’indirizzo informatico credendo di trovare sicuramente lavoro dopo le superiori, e ora che sono al quinto anno, mi rendo conto quanto poco mi coinvolga, nonostante ottenga buoni risultati.


Ascolta la tua voce, il futuro è un campo di infinite possibilità

A tutte le persone che ancora devono decidere quale percorso intraprendere, voglio consigliare di seguire la propria passione senza farsi condizionare dai giudizi altrui. Alla fine, indipendentemente dalla scelta di lavorare direttamente o di continuare con gli studi, le possibilità di apprendimento sono infinite, e anche se sbagliamo strada non è mai troppo tardi per cambiare. L’importante è avere sempre degli obiettivi, anche se non sempre sono del tutto chiari, perché strada facendo riusciremo a delinearli meglio. Cerchiamo quindi di essere sempre curiosi nell’imparare e di affrontare il percorso che abbiamo scelto per raggiungere i nostri sogni a testa alta.

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