Il Gran Premio del Bahrein, anche quest’anno, si è svolto sotto i riflettori di Sakhir, chiudendosi con una gara a dir poco perfetta da parte di Piastri.

Prove libere

La prima sessione di prove libere ha visto la partecipazione di numerosi rookie provenienti dalle categorie minori, che hanno sostituito i piloti titolari. Le alte temperature, come sempre, hanno causato problemi, ma non alle McLaren, che hanno trovato un equilibrio nella gestione generale delle “gomme”. Sono state infatti le uniche in grado di limitarne il degrado degli pneumatici nonostante il caldo. La seconda sessione, però, si è svolta di notte come la gara, e quindi anche gli altri costruttori hanno avuto la possibilità di testare la macchina in condizioni “normali”. In particolare, la Ferrari ha potuto sperimentare il nuovo pianale, ma non ha risolto completamente i problemi di tenuta posteriore della macchina. In profonda crisi sono apparse invece, le Red Bull, che si sono dimostrate particolarmente “inconsistenti”. Si è notato invece un netto miglioramento per la Mercedes, mentre le McLaren hanno comunque un passo superiore. Va segnalata, poi, la scena tragicomica per Alonso, che, ricordando i vecchi tempi del DAS, si è ritrovato il volante in mano.

Stellare è stata nondimeno la performance di Piastri già dalla terza e ultima sessione (svolta di giorno, e ciò ha favorito le McLaren), che ha staccato il compagno di squadra di ben 7 decimi. Un ritmo superiore che ha poi mantenuto per il resto del weekend. Non che la macchina del compagno sia stata inferiore: quest’ultimo ha infatti affermato che il tempo superiore fatto registrare è stato solamente un problema di mentalità.

Qualifiche

Con il ritorno delle tenebre per le qualifiche, le auto color papaya sono tornate a essere (relativamente) raggiungibili. I pasticci della FIA sono però iniziati già da questo momento: il giro di Hulkenberg (invalido per track limits) è stato annullato troppo tardi e quindi Albon è stato subito spodestato dalla Q1. Un forte botto, invece, dalla Haas di Ocon in Q2 ha causato l’esposizione della bandiera rossa. Le Mercedes sono rientrate ai box un giro troppo presto, subendo una penalità di un posto nella griglia di partenza, per entrambe le auto. Una delle migliori performance della stagione è stata registrata da Doohan, che è arrivato quasi al Q3, e da Tsunoda, che è riuscito a rompere la maledizione che colpiva il secondo pilota Red Bull che, al contrario, è arrivato alla terza fase c (prima volta di quest’anno!). In Q3, poi, Piastri è rimasto in testa (e ha guadagnato la Pole Position).

Stupenda si è rivelata la performance per le Mercedes, che hanno guadagnato il 2° e 4° miglior tempo ma sono dovute arretrare di un posto per la penalità della sessione precedente, permettendo a Leclerc di essere in prima fila assieme a Piastri. Hamilton, invece, ha confermato 9ª posizione. Ottima viceversa la performance per la Mercedes di Antonelli in Q2, considerando che questo è il suo primo anno in F1.

Antonelli in Q2. L’italiano, rimpiazzando Hamilton in Mercedes, ha dimostrato di essere all’altezza del predecessore nonostante l’inesperienza.

La sorpresa, poi, è arrivata anche da Gasly, che ha piazzato l’Alpine in 4ª posizione nonostante un motore meno performante, e da Norris, che ha commesso degli errori cruciali e ha concluso le qualificazioni al 6° posto. Infine, Verstappen è riuscito a portare la sua Red Bull in 7ª posizione, nonostante i vari problemi di frenata.

Gara

Tutti al via hanno montato le “gomme” soft, tranne le Ferrari che hanno scelto le medie. Ciò si è visto subito dal fatto che Norris, forse anche complice un allineamento errato in griglia costatogli 5 secondi di penalità, ha guadagnato 3 posizioni sorpassando anche Leclerc. I pit stop sono iniziati molto presto (già al 7° giro), favorendo in particolare Ocon che si è ritrovato nella top 10 e ha concluso la gara così. Gasly ha sorpreso ancora mantenendo alle sue spalle Verstappen fino al penultimo giro, dimostrando come l’aerodinamica Alpine compensi bene l’inferiorità del motore. Un’intensa battaglia è altresì emersa tra l’olandese e Antonelli, che ha visto l’italiano vittorioso.

Le Ferrari hanno montato nuovamente le medie, cosa che si è rivelata vincente con il sorpasso di Norris. Nel frattempo, la FIA ha impiegato un tempo considerevole per rendersi conto che c’erano detriti in pista (in particolare della Williams di Sainz) e per far uscire la Safety Car. Le squadre ne hanno approfittato e hanno fatto un ulteriore pit stop. Altro grosso errore del management della gara è stato con il DRS: il malfunzionamento del sistema GPS della gestione ha causato l’apertura fuori tempo dell’ala di Russell (circa un secondo) e Leclerc (per pochi istanti).

Perché le Ferrari hanno adottato una strategia gomme diversa da tutti gli altri?

Per fare un esempio, le McLaren sono partite con le soft e hanno poi montato due set di medie, ma le Ferrari hanno usato la sequenza medie-medie-hard. Per quale motivo? La SF25 ha portato in Bahrain un fondo nuovo, che ha risolto alcuni ma non tutti i problemi riscontrati nel testing; in particolare, sono rimasti quelli al posteriore. Partendo con le medie, quindi, la Ferrari ha valutato i seguenti vantaggi:

  • più opzioni al primo pit stop (ancora medie o tentare la sosta unica con le hard, se il degrado gomme lo permetteva);
  • montare le soft alla fine, con il carico di benzina ridotto, e mantenere un passo più vicino a quello della qualifica.

La Ferrari, però, si è ritrovata a fare il secondo pit stop a 25 giri dalla fine, e non era certo se le soft avrebbero retto fino alla fine. Non potendo montare ancora una volta le medie, nonostante il buon passo (durante una gara, infatti, vanno per forza usate almeno due mescole di gomme differenti), hanno optato per la mescola dura, mostrando quindi una strategia difensiva che è costata la terza posizione conquistata nuovamente dalla seconda McLaren.

Tutto sommato, comunque, il Cavallino Rampante ha portato a casa la 4ª e la 5ª posizione. Non un podio, ma comunque indice di una gara gestita molto bene nonostante le condizioni.

Autore

Lascia un commento