
Declino demografico È da ormai più di un decennio che l’Italia registra un calo demografico. Tra i
fattori principali spicca la diminuzione delle nascite, che da diversi anni è inferiore al numero dei
decessi annuali.
Perché le nascite sono in calo? La bassa natalità è dovuta a diverse cause: i costi della vita in
aumento, la carenza di strutture dedicate all’infanzia come gli asili nido e il sostegno del governo
alle famiglie insufficiente, spesso limitato a misure temporanee che non offrono una soluzione
definitiva.
L’emigrazione all’estero dei giovani Questo fenomeno è in crescita: dal 2013 a oggi, più di mezzo
milione di abitanti hanno lasciato il Paese. Molti giovani, attratti da migliori opportunità offerte da
altri paesi europei come Germania, Francia e Regno Unito, “scappano” dall’Italia. Non perdiamo
solo cittadini, ma anche persone formate e altamente competenti: secondo l’ISTAT, il 37,7% dei
giovani emigrati ha conseguito almeno una laurea.
BRICS vs PIGS: un ulteriore segnale delle crisi economico-sociali
Da anni nel mondo dell’economia si parla dei BRICS, un gruppo di economie mondiali emergenti
(Brasile, Russia, India e Cina). PIGS, invece, è un acronimo utilizzato per indicare i paesi dell’UE
caratterizzati da situazioni finanziarie deficitarie. Questo rappresenta un ulteriore campanello
d’allarme che dovrebbe spingerci a riflettere sulle condizioni economiche italiane che alimentano
sia l’emigrazione sia la forte diminuzione delle nascite.
Come si potrebbe risolvere questa situazione? La soluzione non è semplice come si potrebbe
pensare. Il problema principale risiede nelle politiche poco lungimiranti adottate dal Governo. A
mio parere, la situazione potrebbe migliorare adottando politiche più orientate al futuro che al
presente. È fondamentale, tuttavia, che il governo comunichi chiaramente questa strategia ai propri
cittadini.
