Avete mai sentito parlare del “Giglio del ragno rosso“, anche chiamato “Lycoris radiata“, oppure in giapponese “Higanbana“?

Questo fiore simboleggia la morte, l’addio e la separazione. Nella cultura giapponese si pensa che questo fiore indichi il passaggio tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti (infatti Hi-gan significa “l’altra riva”, in riferimento al fiume Sanzu, ovvero il fiume dell’aldilà), perciò si crede che questo fiore accompagni l’anima, segnandole la strada da intraprendere per raggiungere l’aldilà.

La leggenda di Manju e Saka

Una leggenda narra che gli Dei affidarono a due spiriti, Manju e Saka, la custodia dell’Higanbana.
Manju doveva custodire i fiori, mentre le foglie del giglio erano affidate a Saka.

A loro fu proibito di incontrarsi, poiché il fiore e la foglia non dovevano mai trovarsi insieme: se il fiore fioriva le foglie appassivano e, viceversa, se le foglie spuntavano il fiore era già morto.
I due spiriti con il tempo finirono per innamorarsi, disubbidendo agli Dei, ma quando ciò accadde il Giglio del ragno rosso fiorì con una bellezza senza precedenti.

Manju e Saka vennero puniti dalla dea Amaterasu, la quale rafforzò ancor più severamente il divieto.
I due spiriti decisero di accettare questa sconfitta d’amore promettendo di incontrarsi dopo la morte, ma non poterono farlo perché furono maledetti. Così come il fiore e la foglia del giglio non si incontreranno mai sulla terra, anche le loro anime sarebbero rimaste separate per l’eternità.

Fatti curiosi

  • Il Giglio del ragno rosso contiene una sostanza altamente tossica presente in particolar modo sul bulbo, che contiene alcaloidi (hanno effetti potenti sul sistema nervoso centrale, come stimolanti, allucinogeni, analgesici o depressivi). Questa tossicità è stata utilizzata per secoli in Giappone come repellente per parassiti e animali indesiderati, come topi e insetti, venendo piantato attorno ai campi di riso e ai cimiteri.
  • Il suo colore rosso intenso rappresenta la passione, ma anche il sangue e il distacco terreno.
  • Oltre al rosso esistono delle varianti come il giallo, il bianco e l’arancio.
  • Il fiore è sterile quindi non produce semi, perciò si propaga solo tramite bulbi.
  • In Cina viene soprannominato “fiore della resurrezione” perché i bulbi non per forza fioriscono subito, ma posso fiorire anche dopo qualche anno.

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