Dopo aver lasciato il Medio Oriente, il circus della Formula 1 è approdato in Florida, per l’attesissima quarta edizione del Gran Premio di Miami. Come da tradizione, questo appuntamento ha garantito spettacolo con livree personalizzate e, quest’anno, con l’aggiunta adrenalinica della Gara Sprint!


La pista

Come il precedente Gran Premio di Jeddah, il circuito di Miami è una struttura semi-permanente, abilmente ricavata dagli spazi del parcheggio dell’Hard Rock Stadium.

Il layout della pista è suddiviso nei classici tre settori, cruciali durante le qualifiche. Il primo settore è caratterizzato da una serie di curve da affrontare a velocità medio-alta. Il secondo, invece, presenta curve più lente e un rettilineo di lunghezza contenuta.

Il terzo e ultimo settore è un vero e proprio tempio della velocità: un lungo rettilineo di ben 2 chilometri, seguito da un tornante, un’ampia curva e il rettilineo finale che conduce al traguardo.

Esattamente come Jeddah, l’asfalto è liscio e consuma poco le gomme; Pirelli ha infatti portato in gara le sue tre mescole più morbide.

Le scuderie, consapevoli delle caratteristiche del tracciato, hanno scelto di impostare sulle proprie monoposto assetti aerodinamici “scarichi”. Questa configurazione permette di massimizzare la velocità di punta sui lunghi rettilinei.

Giornata stampa

Nei giorni precedenti al Gran Premio, come consuetudine, sono state svelate le livree speciali dedicate all’evento di Miami. Quest’anno, a sfoggiarle saranno Ferrari, VCARB e Sauber che così hanno aggiunto un tocco di colore e unicità al weekend.

Curiosamente, Max Verstappen ha sfruttato la recente nascita della figlia per evitare le domande dei giornalisti durante la conferenza stampa.

Sul fronte piloti, Lando Norris ha ammesso che i suoi problemi di performance sono attribuibili a una mancanza di motivazione. Lewis Hamilton, dal canto suo, ha espresso un certo sconforto per le continue difficoltà di adattamento alla sua nuova Ferrari.

Una potenziale boccata d’ossigeno per la Ferrari potrebbe essere rappresentata dalla Gara Sprint, dove le vetture di Maranello sembrano rendere al meglio con serbatoio scarico.


Prove libere, qualifiche e gara sprint

Visto il formato Sprint della gara, le tre sessioni di prove libere vengono rimpiazzate da una sessione di prove, qualifiche sprint e gara sprint.

FP1

Le prove libere sono state caratterizzate da un momento imbarazzante per i meccanici McLaren, che hanno inavvertitamente lasciato degli attrezzi nell’abitacolo della monoposto di Lando Norris.

Sempre per Norris, si è verificato un piccolo inconveniente causato da un impeding (ostruzione) di Ocon in prossimità di curva 17.

La sessione è stata interrotta da bandiere rosse a seguito di una collisione tra Bearman e le barriere in curva 12, impedendo a molti piloti di effettuare un tentativo di giro veloce con le gomme soft.

Qualifiche sprint

Le SQ1 hanno visto uno sfogo di Jack Doohan, che ha lamentato (a ragione) un rilascio non sicuro dalla pitlane da parte dei suoi meccanici. In SQ2, Carlos Sainz ha visto il suo giro veloce cancellato per aver superato i limiti della pista.

Le SQ3 sono state più movimentate, con un Verstappen autore di diversi giri eccezionali nonostante una Red Bull non al suo massimo potenziale. Tuttavia, ciò non è bastato a superare l’impressionante Andrea Kimi Antonelli, che ha conquistato la Sprint Pole position, stabilendo un nuovo record come il più giovane pilota a ottenere una pole. Una prestazione stellare per il giovane italiano, che si è piazzato in prima fila per la Sprint già al suo sesto Gran Premio.

Straordinaria Sprint Pole da parte di Antonelli, qui sopra in figura.

Gara sprint

La Gara Sprint è stata condizionata da intense piogge, insolite per Miami. La partenza è stata problematica per Charles Leclerc, che ha perso il controllo della sua Ferrari a causa dell’aquaplaning durante il giro di ricognizione, finendo contro il muro. Il giro di formazione e i primi due giri di gara si sono svolti dietro la Safety Car. La gara è iniziata al terzo giro, e Antonelli, spinto fuori pista da Oscar Piastri, ha perso tre posizioni, mentre le McLaren si sono portate al comando del gruppo.

Intorno al dodicesimo giro, la pista ha iniziato ad asciugarsi, innescando la fase dei pit stop per montare le gomme da asciutto. Questo momento ha generato caos in pitlane: Antonelli è entrato ai box contemporaneamente a Verstappen, ma i meccanici Red Bull hanno rilasciato l’olandese troppo presto, causando una collisione con la vettura dell’italiano. Antonelli è stato costretto a effettuare un altro pit stop nel giro successivo, retrocedendo all’undicesima posizione. La fortuna, invece, ha sorriso a Lewis Hamilton, autore di una notevole rimonta.

Frammento della collisione Antonelli-Verstappen nei pit.

Nel frattempo, le McLaren hanno dato vita a un duello per la prima posizione. Lando Norris ha beneficiato di un pit stop fortunato, reso possibile dall’ingresso della Safety Car a seguito di un incidente di Fernando Alonso. Questo ha permesso al britannico di portarsi in testa. La gara si è conclusa con la Safety Car, senza ulteriori sorpassi.


Qualifiche

Già dalla Q1, Hamilton ha mostrato le sue difficoltà con la Ferrari, faticando a trovare un tempo competitivo. Infatti, non è riuscito a superare la Q2, ritrovandosi dodicesimo in griglia per la gara di domenica. Stessa sorte per le VCARB, con Doohan e Bortoleto eliminati nella stessa fase.

Il Q3 è stato più combattuto: Verstappen ha inanellato diversi giri veloci, stabilendo nuovi record della pista e conquistando la pole position. Le McLaren, nonostante la loro potenziale superiorità, non sono riuscite a concretizzare un giro sufficientemente rapido. Ancora una volta Antonelli ha impressionato conquistando il terzo posto e interponendosi tra le due McLaren. Nel suo ultimo tentativo, Norris ha commesso un errore sul cordolo; forse per questo non è riuscito a strappare la pole.

Norris prende male il cordolo nel suo giro finale. Probabile motivo per il quale non è riuscito a prendere la pole.

Gara

La partenza di Verstappen è stata super aggressiva (come di consueto) ai danni di Norris, costringendo il britannico a uscire di pista e a perdere diverse posizioni. Questo ha permesso ad Antonelli di guadagnare una posizione, portandosi secondo dalla terza casella di partenza. Tuttavia, Piastri ha dimostrato un ritmo nettamente superiore e lo ha sorpassato dopo pochi giri. Poco dopo, si è verificato un piccolo incidente tra Liam Lawson e Doohan, con conseguente foratura per il pilota Alpine.

Dopo una battaglia durata tre giri, Piastri è riuscito a superare Verstappen, e qualche giro più tardi anche Norris, seppur con qualche difficoltà. Intorno al trentesimo giro, Bortoleto e Bearman hanno accusato problemi meccanici ed entrambi sono stati costretti al ritiro. Nel frattempo, Carlos Sainz e Alex Albon, con le loro Williams, hanno mostrato un passo in grado di impensierire le Ferrari, che continuano a manifestare problemi al retrotreno.

A sinistra, Sainz; a destra, Albon.

Dietro a Leclerc per ordini di scuderia, Hamilton si è detto convinto di avere il ritmo per raggiungere gli avversari davanti a lui, discutendo animatamente con il suo ingegnere di pista, che inizialmente ha esitato a concedere l’inversione di posizione tra le due Ferrari. Dodici giri dopo, l’ingegnere di Hamilton gli ha comunicato con onesta brutalità che il passo che credeva di avere non era sufficiente, ordinandogli di lasciarsi sorpassare nuovamente da Leclerc.

La gara si è conclusa con la maggior parte dei piloti che hanno effettuato un solo pit stop. Il vincitore è stato ancora una volta Oscar Piastri, che ha così conquistato la sua terza vittoria consecutiva.

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