Anche quest’anno siamo arrivati a Jeddah, in Arabia Saudita, sede dell’ultima gara della prima parte di campionato, dopo la quale ci sarà una pausa di una settimana. Viste le alte temperature, anche qui si corre di notte, come da tradizione per questa località.
Giornata stampa
Già si rincorrono le voci sul mercato piloti e su possibili tensioni tra team e piloti. Doohan, contrariamente a molte previsioni, è riuscito a guadagnarsi la fiducia di Alpine, che, a quanto pare, avrebbe deciso di confermarlo almeno fino a metà stagione, vista la sua performance soddisfacente.
Il clima di tensione tra Red Bull, Mercedes e Aston Martin è decisamente degno di nota. Alla luce delle recenti prestazioni della Red Bull, è emersa la preoccupazione — espressa anche da Helmut Marko (dirigente sportivo della scuderia) — che Verstappen stia valutando l’ipotesi di svincolarsi dal team per cercare condizioni migliori, sia a livello tecnico che contrattuale. Il pilota, tuttavia, ha smentito queste voci (come fece Hamilton lo scorso anno riguardo a un possibile passaggio in Ferrari, poi effettivamente concretizzatosi).
Sono emerse inoltre indiscrezioni sul rinnovo contrattuale di Russell con la Mercedes, ipotesi plausibile vista la conquista di tre podi nelle gare finora disputate. Tutto ciò, però, riduce le possibilità per Verstappen di un futuro in Mercedes, soprattutto considerando che Toto Wolff, team principal, ha espresso grande fiducia in Antonelli, un rookie promettente. Sarebbe infatti una mossa mediatica disastrosa lasciarlo andare. Inoltre, è improbabile che Mercedes offra a Verstappen un motore “privilegiato”, visto il loro storico dominio nell’era ibrida. Resta quindi come possibile destinazione l’Aston Martin, cliente Mercedes, che potrebbe offrirgli un motore competitivo, le competenze tecniche di Adrian Newey (uscito da Red Bull lo scorso anno), e un ingaggio di alto livello. Tuttavia, al momento il team britannico sembra attraversare una fase di forte instabilità.
Tracciato
Il circuito cittadino di Jeddah è in realtà una struttura semi-permanente, con un asfalto che consuma poco le gomme. Si prevede dunque una gara piuttosto lineare e meno combattuta del solito.

La pista è ricca di rettilinei e zone DRS, molto favorevoli ai sorpassi. Nonostante l’impostazione “veloce” del tracciato, le squadre hanno optato per un setup a deportanza media, sacrificando un po’ di velocità di punta pur di mantenere le gomme nella finestra di temperatura ottimale.
Prove libere
La McLaren si è confermata la favorita, mentre le Red Bull hanno mostrato difficoltà, soprattutto al posteriore. Le Mercedes, competitive specialmente su piste veloci, promettono buone prestazioni. Da segnalare l’ottima performance di Leclerc. Tsunoda ha mostrato notevoli miglioramenti, dimostrando un buon feeling con la vettura.
Hamilton ha avuto invece un problema allo sterzo, mentre Gasly ha sofferto per il bloccaggio delle gomme.

Nell’ultima sessione di libere, le due monoposto papaya (McLaren) hanno chiuso al vertice. Gasly ha mantenuto un ottimo passo, concludendo ottavo. Buona prestazione anche per Russell (terzo). Brutto episodio per Piastri, che ha avuto uno scatto improvviso allo sterzo in curva 5.
Tsunoda, a causa di un incidente durante la seconda sessione, è entrato in pista in ritardo, compiendo pochi giri. Hamilton ha lamentato una scarsa confidenza con la vettura, mentre Norris ha segnato tempi ottimi, riscattandosi dopo le difficoltà in Bahrain.
Qualifiche
Le qualifiche hanno rispecchiato i risultati delle libere.
In Q1, Gasly e Bearman hanno ottenuto un tempo più che sufficiente per accedere alla fase successiva — un risultato eccellente considerando il potenziale delle rispettive vetture. Hamilton ha mostrato difficoltà, terminando in nona posizione. Sono stati eliminati subito entrambe le Sauber, Ocon, Doohan e Stroll.
In Q2, Hamilton è passato alla fase successiva per un soffio. Continua il momento difficile di Alonso, che non accede alla Q3. Supera il turno invece Tsunoda, mentre vengono eliminati entrambe le VCARB, Bearman e un’Aston Martin. Un grave incidente purtroppo ha coinvolto Norris in Q3.

Una prestazione straordinaria fa registrare Verstappen, che — nonostante l’inferiorità della vettura — conquista due volte la pole: prima strappatagli da Russell, poi riconquistata dall’olandese, che stabilisce anche un nuovo record del circuito di Jeddah.
Gara
Ottima partenza di Piastri, che ha tentato subito il sorpasso su Verstappen, il quale ha mantenuto la posizione uscendo però dal tracciato in curva 1. Quindi un incidente tra Tsunoda e Gasly compromette la gara di entrambi e causa l’intervento della Safety Car. Al rientro, Verstappen prende margine e resta appena fuori dalla zona DRS di Piastri, ma riceve 5 secondi di penalità per la manovra alla partenza.
Ottimo avvio anche per Norris, che era partito con gomme dure, ma che riesce a risalire rapidamente fino alla settima posizione al sesto giro. Un segno del buon bilanciamento generale della McLaren.
I pit stop si concentrano intorno al 20° giro, con alcune eccezioni per chi aveva iniziato con gomme dure. Leclerc trova un ottimo ritmo e spinge la Ferrari nonostante i problemi al posteriore, chiudendo terzo e tenendo a bada Norris. La strategia della Ferrari è stata impeccabile, così come il pit stop (appena 2 secondi).
Stranamente, le Mercedes sono sparite dai radar, nonostante la tipologia del circuito forse a causa dell’uso delle nuove giacche refrigeranti, che hanno aggiunto circa 5 kg alla vettura. Questi dispositivi potrebbero diventare obbligatori per le gare più calde.

Alla fine la vittoria ha arriso a Piastri, seguito da Verstappen e Leclerc. L’australiano è così balzato in testa alla classifica piloti.
Aggiornamenti tecnici
Le Williams hanno introdotto un nuovo telaio, che ha mostrato miglioramenti tra Bahrain e Jeddah. Le McLaren, invece, hanno sperimentato un nuovo diffusore, che ha ulteriormente rafforzato le loro prestazioni, aumentando il divario con il resto delle squadre.
Come ha fatto Leclerc a finire sul podio?
La strategia perfetta della Ferrari, unita a un pit stop rapidissimo (2 secondi!), ha permesso al monegasco di spingere al massimo. Ha sfruttato le gomme medie fino all’esaurimento, girando con ritmo quasi da qualifica, per poi mantenere un ottimo passo anche con le dure. Ha tenuto Norris fuori dalla zona DRS (che, ricordiamo, scatta sotto il secondo di distacco).

L’unico vero tallone d’Achille della Ferrari su questo tracciato è stato il tratto di curve dopo la quinta, dove Leclerc (giunto terzo) ha perso mediamente 4 decimi a giro — un dettaglio che, su una gara di 50 giri, ha avuto un impatto notevole sul risultato finale.
