
Domenica 4 Maggio alle 20:30, l’Unipol Forum di Assago è stato impossessato dai Ghost e da migliaia di fan per l’unica tappa italiana dello Skeletour, il tour in occasione dell’uscita del loro nuovo album Skeletá. Diversamente dalla maggioranza dei concerti, questo è stato un evento senza telefoni: una decisione giusta?
L’attesa prima del concerto
I cancelli si sono aperti alle 18:30 e tutti i fan in attesa (alcuni perfino dalle 7 di mattina) si sono precipitati all’interno del Forum. Ad attenderli c’era il palco, celato da un pesante telo nero che lasciava tutto all’immaginazione. Con il passare del tempo, l’ansia per l’inizio si faceva sempre più forte ma, grazie al forte senso di comunità che si può sentire tra i fan, per molti le due ore sono volate. Il PIT era pieno, tra chi cercava di trovarsi un posto il più vicino possibile al palco e chi voleva invece difendere quello che era riuscito a guadagnarsi, ma tutti, compreso chi stava seduto sugli spalti, trattenevano il respiro in attesa del momento in cui quel velo sarebbe caduto.
Non solo musica: l’importanza dell’aspetto
Chi segue la band lo saprà già: per i Ghost, l’aspetto dei membri e del palcoscenico sono fondamentali per la riuscita al 100% dei loro spettacoli. Gli schermi dietro al palco sono quindi risultati fondamentali in quanto presentavano l’immagine di una cattedrale che, col passare delle canzoni, si deteriorava e andava in rovina. Vestiti e trucco non sono fondamentali solo per la band ma anche per i suoi fan. Chi si è travestito come Papa V (il cantante), chi aveva il classico stile gotico, con trucco scuro e pesante ed abiti neri e chi invece ha preferito optare per uno stile da metallaro più “classico”: al concerto si poteva trovare di tutto.
Niente telefoni per un faccia a faccia con la musica
La scelta di non ammettere i telefoni e altre forme di registrazione all’interno delle location dei concerti è stata una scelta unanime della band. Come ha dichiarato Tobias Forge (colui che si cela dietro la maschera di Papa V) in un’intervista ad Audacy, a causa dell’enorme uso di telefoni durante le loro esibizioni hanno sentito mancare la connessione tra loro e il pubblico che li ascolta e hanno quindi deciso di fare questo “esperimento”. Quella connessione è proprio ciò che crea un’atmosfera magica e carica di emozione. Visto il divieto di usare i cellulari, domenica i fan sono stati in grado di viverla appieno. Per quanto chiunque avrebbe voluto avere anche solo una foto o un video della serata, nessuno si è lamentato e la scelta della band è stata ritenuta più che giusta.
L’inizio del rituale: Peacefield dà il via
Il rituale (nome con cui i fan chiamano le singole esibizioni della band) è stato aperto dal brano Peacefield (Skeletá – 2025) quando ancora il telo nascondeva il palco e durante il ritornello è finalmente stato rimosso: questo ha suscitato una reazione entusiasta da parte del pubblico. Per circa metà della serata le canzoni eseguite erano tratte dal nuovo album Skeletá e sono seguiti dei brani dei dischi precedenti in modo da accontentare anche i fan più nostalgici. Il pubblico sembrava un tutt’uno, cantando con un’unica voce ogni pezzo. Ogni brano si legava alla perfezione al successivo e anche gli intermezzi parlati del cantante fungevano da filo conduttore tra le varie canzoni.
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Ascolta la playlist QUI
- Peacefield
- Lachryma
- Spirit
- From the Pinnacle to the Pit
- Majesty
- The Future Is a Foreign Land
- Devil Church
- Cirice
- Darkness at the Heart of My Love
- Satanized
- Ritual
- Umbra
- Year Zero
- He Is
- Rats
- Kiss the Go-Goat
- Mummy Dust
- Monstrance Clock
Encore
- Mary on a Cross
- Dance Macabre
- Square Hammer
Il silenzio cala sul palco
Come tutte le cose, anche il concerto si è dovuto concludere. Tra l’emozione generale del pubblico, la band ha eseguito le ultime tre canzoni che sono state cantate con una forza che sembrava addirittura maggiore di quella iniziale. Ogni nota sembrava un dolce arrivederci da parte della band che, come ha dichiarato il cantante domenica stessa, riserva al pubblico italiano un posto speciale nel suo cuore vista la grandissima partecipazione sempre dimostrata durante le loro varie visite. La magia era palpabile, con il pubblico che non voleva lasciare quella band che ha portato così tante emozioni in sole due ore di spettacolo.
Il concerto dei Ghost del 4 Maggio all’Unipol Forum è stato un’esperienza spettacolare, dove musica e atmosfera si sono fuse perfettamente. Si è creato un legame speciale tra la band e il pubblico, come accade ogni volta che la band si esibisce nel nostro Paese. Il divieto di telefoni ha reso il momento ancora più intimo, permettendo a tutti di vivere pienamente il momento. Concludere con un’energia così forte ha dimostrato quanto la tappa italiana dello Skeletour sia stata un successo indimenticabile.
