Invincible, il famoso fumetto creato da Robert Kirkman, non è quello che definiremmo “l’ennesimo fumetto di supereroi”. La sua versione animata, poi, prodotta da Amazon Prime Video, è riuscita in un’impresa non facile: riadattare la trama del fumetto con un linguaggio moderno e suggestivo, rimanendo fedeli alla sua essenza. Il tutto arricchendo la narrazione con momenti inediti che amplificano il contesto e la potenza degli eventi, pur mantenendo intatto il filo conduttore originale.

Il fumetto racconta la storia di Mark Grayson, un adolescente figlio del supereroe più potente della Terra, Omni-Man. Quest’ultimo, però, non è una persona come le altre: è un alieno con sembianze umane e capacità che, per i nostri standard, sfiorano l’invulnerabilità. A differenza di personaggi come Superman, i cui poteri hanno spesso un’aura quasi magica, quelli di Omni-Man derivano da un’esasperazione delle capacità fisiche dell’uomo: forza, resistenza, velocità e udito, oltre che alla capacità di volo.
Nolan (il vero nome di Omni-Man) appartiene alla razza dei Viltrumiti, che guidano l’impero interplanetario più potente dell’universo, e possiedono caratteristiche analoghe a quelle del supereroe. Sono esseri, apparentemente, senza emozioni, dominatori assetati di conquista.
Queste caratteristiche le ha Nolan: il suo vero scopo è quello di indebolire la Terra dall’interno, per poi annetterla all’impero di Viltrum.

Quando Mark scopre di avere poteri simili a quelli del padre, inizia il suo percorso di crescita, diviso tra le responsabilità dell’essere un supereroe e la scoperta che il mondo non è mai bianco o nero come sembra. Sceglie il suo nome da supereroe: Invincible, che però è ironico: Mark è tutt’altro che invincibile, subisce numerose sconfitte e traumi. Il nome della serie, quindi, non deriva tanto dai poteri del protagonista, bensì dall’evolversi della sua storia.

Omni-Man coglie l’occasione dell’attivazione dei poteri del figlio per farsi assistere da lui con lo scopo di conquistare il pianeta. Mark, però, non è cresciuto come un viltrumita, ma come un terrestre, e in quanto tale ha valori umani; perciò si oppone al padre, il quale lo massacra ferocemente lasciandolo in fin di vita, e poi abbandona la Terra senza apparente motivo.

Think Mark, think!

Questo è il punto di svolta della storia, che vedrà Invincible diventare protagonista della ribellione interplanetaria.


La serie animata di Invincible non solo eguaglia l’intensità e la maturità narrativa del fumetto, ma la supera grazie a una regia dinamica e a un doppiaggio eccellente.

Un punto di forza dell’adattamento animato è la sua abilità nel riorganizzare e sintetizzare le trame del fumetto per una narrazione televisiva più fluida e coerente. L’adattamento anticipa alcune trame e ne espande altre, consentendo uno sviluppo più approfondito dei personaggi fin dalle prime puntate. Nonostante qualche incertezza nella fluidità, l’animazione raggiunge vette notevoli nei momenti cruciali: le scene di combattimento sono visceralmente crude e i momenti emotivi sono resi con sorprendente efficacia.

Un altro punto forte è la voce di J.K. Simmons nel ruolo di Omni-Man: un’interpretazione che aggiunge gravità a un personaggio già iconico. Il contrasto tra l’apparente eroismo e la vera natura della sua missione è un elemento chiave sia nel fumetto che nella serie animata. Tuttavia, l’animazione riesce a esprimere con volti e toni quel conflitto interiore che nel fumetto rimane più sottinteso.

Concludendo, Invincible è un raro esempio in cui l’adattamento cinematografico riesce ad arricchire il materiale originale, rendendolo accessibile a un pubblico più ampio senza comprometterne l’identità. Per chi ha letto il fumetto, è un’occasione per immergersi nuovamente nella storia con rinnovata forza emotiva e, al contempo, per chi non lo conosceva, è un’introduzione perfetta a un universo di supereroi inedito per maturità, crudezza e realismo.

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