La pista di Montreal ha sempre dato vita a delle gare appassionanti. Sarà così anche quest’anno?
Crediti per la foto di copertina: Atlassian Williams Racing

Tracciato del circuito di Gilles-Villeneuve – Crediti: F1

Il tracciato

Nonostante la natura cittadina, il circuito presenta un’aura da autodromo vero e proprio.
Il circuito inizia con la fine dell’ultimo rettilineo, e una chicane che si trasforma in un tornante. Seguono altre tre chicane, un piccolo rettilineo, un’altra chicane, un altro piccolo rettilineo, un lungo tornante e infine il rettilineo (uno dei più lunghi della stagione) spezzato da? Un’altra chicane, alla fine della quale si trova il muro dei campioni (chiamato così in quanto ci sono andati a sbattere tutti i più grandi campioni di F1).

Le basse temperature del Canada potrebbero favorire Mercedes e Redbull, non solo per il fatto che riescono a sfruttare le basse temperature a loro vantaggio, ma soprattutto perché in questo modo si riduce lo svantaggio rispetto a McLaren, che ha finora sempre dimostrato una gestione delle gomme perfetta in tutte le temperature.

Una nuova direttiva tecnica

Con il blocco centrale di gare viene introdotta una nuova direttiva tecnica che riguarda le regole di montaggio del plank (la tavola in resina sotto le vetture la cui usura viene misurata dalla FIA dopo ogni gara, per verificare la regolarità delle auto). Ciò ha lo scopo di (eventualmente) “smascherare” qualche squadra che usava qualche “trucchetto” per consumare meno il plank, pur girando con un assetto molto basso.

Una visione del plank – Crediti: XPB Images

Prove libere “polverose”

La prima sessione di prove libere ha avuto un avvio difficile per Charles Leclerc (Ferrari), costretto al ritiro dopo un sovrasterzo che lo ha portato a muro. Questo incidente gli ha purtroppo impedito di partecipare anche alla seconda sessione. Anche Lewis Hamilton (Ferrari) e Franco Colapinto (Alpine) sono stati protagonisti di un testacoda, probabilmente a causa della polvere presente in pista. Nonostante qualche ostruzione, Alexander Albon (Williams) ha saputo distinguersi, concludendo la prima sessione con un sorprendente secondo posto.

La seconda sessione di libere ha visto Lance Stroll (Aston Martin) ritirarsi a seguito di una piccola ma significativa collisione. Albon ha continuato a causare qualche ostruzione, mentre le Mercedes hanno impressionato mostrando un ottimo passo. Le FP3 si sono aperte con un contatto per Oscar Piastri (McLaren), che ha urtato il posteriore della sua vettura contro il famigerato Muro dei Campioni, dovendo rientrare ai box. Poco dopo, anche Oliver Bearman (Haas) ha avuto un contatto nello stesso punto, ma senza danni significativi.

Nonostante questi contrattempi iniziali, la tensione per le qualifiche è già palpabile. Chi riuscirà a domare al meglio questo imprevedibile circuito canadese?

In qualifica Hadjar è sempre in mezzo

La Q1 scorre tranquilla finché il copri-motore di Albon non è scoppiato in mille pezzi. È stata quindi esposta la bandiera rossa e per la fine della pausa i meccanici Williams sono riusciti a rimontare la vettura in tempo per la sessione di prove successiva. Sainz, invece, ha subito un’ostruzione da parte di Hadjar, uscendo quindi già in Q1.

Impeding di Hadjar su Sainz – F1, Youtube

In Q2, diversi piloti hanno montato le gomme medie, che si sono dimostrate più “veloci” delle morbide, in particolare per Alonso.
In Q3, le McLaren hanno sofferto leggermente rispetto alle Mercedes, con Piastri terzo e Norris settimo.
La pole position è stata conquistata da Russell; alle spalle si sono piazzati invece Verstappen e Piastri. Leclerc non ha potuto migliorare il suo tempo a causa dell’aria “sporca” di Hadjar.

In gara Antonelli finisce sul podio

La gara ha preso il via con un sorpasso deciso di Antonelli su Piastri, con l’italiano che si è immediatamente lanciato all’inseguimento di Verstappen. Antonelli sembrava in grado di raggiungere l’olandese, ma la Red Bull ha giocato d’anticipo con un undercut durante il primo pit stop, permettendo a Verstappen di rimanere davanti dopo il rientro ai box.

Sfortuna per Hamilton, che ha vissuto un momento inusuale investendo una marmotta (un vero e proprio animale, non in senso figurato). L’impatto ha causato danni al fondo della sua vettura, riducendone notevolmente il passo. La situazione del primo pit stop si è poi ripetuta, in modo simile, in prossimità della seconda sosta.

Nel frattempo, Piastri, forte di gomme molto più fresche, ha raggiunto Antonelli. I due hanno ingaggiato un duello mozzafiato durato diversi giri, rallentandosi a vicenda e permettendo a Norris di unirsi alla battaglia. È così iniziata una lotta interna tra i due compagni di squadra (McLaren), che ha consentito ad Antonelli di prendere un certo margine. Con entrambi i piloti McLaren che beneficiavano del DRS su Antonelli, il confronto si è protratto sui rettilinei. Nella foga della lotta, Norris ha tamponato il posteriore di Piastri, perdendo l’ala anteriore e finendo a muro. Questo incidente ha provocato l’ingresso della Safety Car, che ha assicurato ad Antonelli un arrivo sul podio senza ulteriori preoccupazioni.

Il podio – Crediti: F1TV

Il Gran Premio si è concluso con Russell vincitore, Verstappen secondo e Antonelli terzo.

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