La lunga strada verso il riscatto: da Durant a Gilgeous-Alexander

Dopo il trasferimento da Seattle a Oklahoma nel 2009, i Thunder avevano raggiunto le Finals solo nel 2012, con il trio Durant-Westbrook-Harden. Quella volta, però, furono fermati dai Miami Heat di LeBron James in cinque partite. Negli anni successivi, la partenza di Durant (firma per i Warriors nel 2016) e Westbrook (scambiato ai Rockets per Chris Paul nel 2019) aveva lasciato la squadra senza grandi talenti.

i big three dei Thunder rassegnati mentre Miami vince le finali NBA

Ma Sam Presti, il General Manager, aveva un piano: nell’estate 2019 cedette Paul George ai Clippers, rafforzando il roster con un giovane Shai Gilgeous-Alexander, con l’italiano Danilo Gallinari e con numerosi innesti dai draft, fra cui Jalen Williams e Chet Holmgren nel 2022. Chet, però, saltò tutta la sua prima stagione per un infortunio.

Chet Holmgren

Nella stagione 2023-24, con Shai, Chet, Jalen e Josh Giddey (6ª scelta del 2021), i Thunder tornarono protagonisti: chiusero infatti primi a Ovest in regular season, ai playoff superarono facilmente i Pelicans al primo turno (4-0), ma vennero sconfitti dai Mavericks di Doncic e Irving (2-4) che poi approdarono in finale.

L’anno del trionfo. La stagione 2024-25

L’estate del 2024 fu decisiva. Uno scambio strategico portò Alex Caruso dai Chicago Bulls in cambio di Giddey, aggiungendo ulteriore solidità difensiva alla squadra. I Thunder dominarono nuovamente la Western Conference e ai playoff si dimostrarono implacabili. Spazzarono via i Grizzlies con un 4-0, poi affrontarono i Denver Nuggets in una serie al cardiopalma che arrivò fino a gara 7. Ma i Thunder mantennero la calma e vinsero con facilità. Il successo fu altrettanto netto nelle finali di conference, dove superarono i Minnesota Timberwolves di Anthony Edwards per 4-1.

Shai (con il numero 2) che si contende il titolo contro Tyrese (con il numero 0)

Le Finals videro una sorpresa: gli Indiana Pacers, guidati da Tyrese Haliburton, furono gli avversari. La serie fu combattutissima: Indiana vinse gara 1, ma i Thunder risposero subito pareggiando. I Pacers tornarono avanti sul 2-1, ma Oklahoma City reagì vincendo gara 4 e 5. Indiana non si arrese e trascinò la serie a sette partite, un evento che non accadeva dal 2016, quando trionfò LeBron James. Nell’ultima partita, Indiana iniziò con grande determinazione, ma un drammatico infortunio al tendine d’Achille di Haliburton nel primo quarto cambiò l’inerzia della sfida. I Thunder ne approfittarono, conquistando il primo titolo NBA della loro storia!

Gli Oklahoma City Thunder dopo aver vinto il campionato

Con 84 vittorie stagionali complessive (regular season e playoff), solo i Bulls di Jordan e i Warriors di Curry hanno fatto meglio. Oklahoma City è diventata di conseguenza la squadra più giovane a vincere un titolo dai tempi dei Blazers di Bill Walton (1977).

La stagione leggendaria di Shai Gilgeous-Alexander

Shai mentre solleva il premio di MVP della regular season

Il protagonista assoluto di questa stagione leggendaria è stato senza dubbio Shai Gilgeous-Alexander. Con 32,7 punti di media (miglior marcatore della lega), 6,4 assist e 5 rimbalzi a partita, Shai ha chiuso la regular season come 79° MVP NBA, superando anche il tre volte vincitore Nikola Jokic. Giocando 76 delle 82 partite, ha guidato i Thunder al primo posto nella Western Conference con 68 vittorie, uno dei migliori record di sempre.

Shai è entrato nella storia come il primo giocatore a vincere il titolo di MVP della stagione regolare, delle Conference Finals e delle Finals in un’unica annata, un traguardo che lo consacra definitivamente tra le leggende di questo sport.

Mi sono tolto un peso dalle spalle.
Da bambino sognavo di vincere il titolo e di essere l’MVP delle Finali.
Sono solo felice che i miei sogni si siano realizzati.

Shai Gilgeous-alexander


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