Dopo una pausa di tre settimane, si ritorna in pista sull’iconico circuito belga e continua il racconto della stagione di Formula 1 a cura di Zaccaria Francescato.
Il tracciato

Questo circuito è uno dei più lunghi del calendario (oltre 7km) e quindi tra quelli con meno giri (44).
I settori sono misti: il primo e il terzo sono caratterizzati dall’alta velocità, mentre il secondo dalla medio-bassa velocità. Ciò porta le squadre, visto anche il meteo “pazzo” della zona, a scegliere tra un assetto molto scarico, che però penalizza nel secondo settore, o mediamente carico, che però penalizza sui rettilinei, ma contemporaneamente aiuta in caso di pioggia.
Un’altra novità introdotta dalla Pirelli per questa gara è il “salto” di mescola: in parole più semplici, la differenza in morbidezza tra le gomme medie e dure è più elevata del normale. Ciò ha lo scopo di introdurre nuove strategie e potenzialmente scoraggiare l’utilizzo delle gomme dure, difficili da scaldare e mantenere operative.

Qualche bomba in conferenza stampa
Mentre Verstappen è restato abbottonato di fronte ai giornalisti, non rivelando dettagli né sul licenziamento di Christian Horner (ex direttore tecnico e CEO di Redbull Racing) né sul suo ipotetico trasferimento alla Mercedes nel 2026, Lewis Hamilton (Ferrari) ha sganciato una “bomba” alla stampa affermando che il tanto atteso aggiornamento alla sospensione posteriore (il quale avrebbe – presumibilmente – risolto i problemi che affliggono la Ferrari da inizio stagione) non funzionerebbe come sperato.
Prove libere: Les Combes mette in difficoltà
Nel weekend si sono svolte solamente le FP1, infatti, le altre due sessioni di prove hanno fatto posto alle qualifiche e gara Sprint.
La sessione si è chiusa con le due McLaren separate da Verstappen, che ha montato nuovamente un assetto aerodinamico molto scarico – probabilmente per compensare il sottosterzo manifestatosi già a Silverstone.
Sainz (Williams) ha sofferto un problema di carburazione, e ciò gli ha fatto perdere metà dello già scarso tempo a disposizione.
Diversi piloti, poi, hanno subito bloccaggi e sottosterzi in curva 5, e sono stati quindi costretti a tagliare la variante.


Verstappen separa le McLaren in qualifica Sprint
In SQ1, Antonelli ha aperto il suo giro veloce finendo sulla ghiaia e spargendola ovunque all’uscita di Stavelot (curva 14). Ciò ha influenzato i tempi di molti altri piloti, che sono infatti usciti dalle qualifiche prima del solito. In particolare, Hamilton ha dovuto abbandonare il giro al Bus Stop (l’ultima chicane) a causa di un testacoda, perdendo il suo unico giro a disposizione e qualificandosi 18°.

Dopo una SQ2 relativamente tranquilla, in SQ3 si guadagna la Pole position Piastri (impostando un record per la pista), seguito da Verstappen, Norris e infine Leclerc (quindi per lui la sospensione nuova funziona? 🤔).



Una Sprint poco sprint
La gara sprint non ha generato grandi emozioni eccetto durante i primi giri, dove Verstappen ha sfruttato il suo assetto aerodinamico scarico per sorpassare Piastri e vincere la gara; Leclerc, inoltre, è riuscito a porsi di fronte a Norris, non riuscendo però a mantenere la posizione.

La scommessa delle qualifiche
È ripreso quindi il weekend “normale”, che si è aperto però con una scommessa: le previsioni meteo, infatti, hanno rivelato che metà della gara del giorno successivo sarebbe stata caratterizzata dal maltempo, mentre l’altra metà senza pioggia. È nato pertanto il dubbio sull’assetto aerodinamico da montare: scarico (sfavorevole per la pioggia, favorevole per la qualifica) o carico (favorevole per la pioggia, sfavorevole per la qualifica e l’asciutto).
In Q1, sono usciti (nuovamente) a sorpresa Hamilton e Antonelli, assieme alle Aston Martin. Invece in Q2 sono usciti Sainz e Haas.
Nell’ultima sessione, infine, a causa di un errore sia di Piastri sia di Verstappen, Norris è riuscito a guadagnarsi la Pole position, seguito da Piastri e Leclerc.



Una gara in ritardo
A causa della presenza di molta acqua stagnante in pista e, soprattutto, delle previsioni meteorologiche che annunciavano un imminente acquazzone, i direttori di gara hanno deciso di esporre la bandiera rossa. La sospensione è durata ben un’ora e un quarto.
Per eliminarel’acqua ancora presente in pista, sono stati effettuati 4 giri dietro alla Safety Car, al termine dei quali è stata data la partenza lanciata. Piastri è riuscito immediatamente a superare Norris e i due piloti si sono poi staccati dal resto del gruppo
Leclerc e Verstappen hanno dato luogo a una fiera battaglia da cui il monegasco è uscito vittorioso, finendo 3°.
L’unico a generare un po’ di spettacolo è stato Lewis Hamilton, che è riuscito a trovare il passo giusto con l’assetto della sospensione posteriore e ha guadagnato posizioni fino a risalire al 7° posto°, dopo essere partito dalla pitlane (penalità prevista per chi cambia l’assetto tra il sabato e la domenica).
Nonostante il ‘salto’ di mescola delle gomme Pirelli, grazie alle condizioni di pista bagnata quasi tutti i piloti sono riusciti a completare la gara con un solo pit stop. Questo ha vanificato la strategia di Norris, che aveva scelto di montare gomme dure sperando di ottenere un vantaggio sul resto del gruppo. Il vantaggio c’era effettivamente, ma è stato vanificato dai numerosi errori commessi dal pilota.
Piastri ha vinto la gara davanti al compagno di squadra Norris, con Leclerc che ha completato il podio al terzo posto.

Quindi… l’upgrade funziona?
A Spa è infatti (finalmente) arrivato il nuovo set di sospensioni posteriori, che avrebbero dovuto migliorare notevolmente le prestazioni delle Ferrari.
Durante la conferenza stampa, Hamilton ha apertamente dichiarato che i cambiamenti sperati non erano stati raggiunti, come abbiamo effettivamente visto nelle qualifiche. Leclerc, al contrario, ha espresso un’opinione completamente opposta, spiegando come l’upgrade aumenti notevolmente la stabilità della vettura.
Qual è dunque il verdetto finale? Probabilmente quello di Leclerc. È plausibile che Hamilton non si fosse ancora adattato alla nuova configurazione durante le qualifiche, riuscendo invece a sfruttarne il vero potenziale in gara, dove ha guadagnato 11 posizioni rispetto alla griglia di partenza.
La performance di Leclerc conferma questa valutazione: escludendo il tempo perso a causa del traffico (6 secondi in un solo giro dietro a Ocon della Haas) e le condizioni di bagnato (dove le McLaren dominano), sull’asciutto il pilota monegasco ha accusato solo circa 0,1 secondi al giro dalle McLaren. Su una pista lunga 7 chilometri, questo distacco è trascurabile. A conferma di ciò, l’ingegnere di gara di Charles non ha mai richiesto procedure di Lift and Coast per preservare la vettura.
Tuttavia, la McLaren rimane il team di riferimento da inseguire e sarà molto difficile superarla.
