Crediti per la foto di copertina: Autodromo Nazionale di Monza

A Monza, la F1 celebra la velocità pura, con Verstappen protagonista assoluto.

Tracciato

Layout del tracciato – Crediti: F1

Monza, nonostante non sia né il circuito più corto né quello con la massima velocità mai registrata, è chiamato il Tempio della velocità per un semplice motivo: negli anni, ha sempre mantenuto il record per il giro più veloce mai registrato nella storia della F1 (non in termini di tempo, ma di velocità media: oltre i 260 km/h).

Il layout della pista è relativamente semplice: si apre con il rettilineo e la prima variante (molto lenta); procede poi con delle curve da affrontare a media-alta velocità e con una chicane (percorribile con l’acceleratore al massimo). Seguono poi Lesmo1 e Lesmo2, altri due rettilinei interrotti dalla tripla variante Ascari. Infine compare la curva finale (Parabolica) che dà poi inizio al rettilineo di partenza.

Quest’anno il circuito ha visto un importante rifacimento del manto stradale: ciò ha fatto registrare delle prestazioni più veloci.

Ali tagliate e auto nervose

Le Ferrari hanno presentato già nelle prove libere una strategia per il weekend parecchio azzardata: infatti, solo per Monza, hanno sviluppato un’ala posteriore particolare (utilizzata solo sulla monoposto di Leclerc), che di solito si usa per le piste veloci come Las Vegas.
Il risultato si è visto immediatamente: le Ferrari infatti hanno staccato il terzo (Sainz, Williams) di ben mezzo secondo.

Le speranze di vedere finalmente una Ferrari competitiva sono però sparite in FP2, dove le McLaren hanno iniziato già a dominare nella prova per il passo gara. Inaspettatamente, Max Verstappen (Redbull) ha fatto registrare anche lui un tempo degno di nota. In gara, poi, i tecnici della Redbull hanno effettuato un ulteriore trimming (letteralmente, ritaglio) dell’ala posteriore, portando il carico della vettura a un livello più vicino a quello delle Ferrari. Entrambe le vetture, naturalmente, hanno sofferto una lieve instabilità a causa del carico posteriore molto ridotto.

Un confronto tra le due configurazioni di carico di Max – Crediti: Alberto Naska, YouTube

Qualifiche combattute

La prima sessione si è presentata estremamente combattuta: tutta la griglia, infatti, alla fine della sessione, è rientrata in un varco di 0.8 secondi.

In Q2, Norris ha rischiato l’eliminazione, salvandosi però in seguito grazie a un giro sufficientemente veloce. Sono uscite invece le Williams, dopo una deludentissima performance.

Nel Q3, nonostante le speranze dei tifosi, le Ferrari “non sono rientrate nel podio” e i primi posti se li sono aggiudicati le McLaren e Verstappen, che ha strappato la Pole position e stabilito il record della pista e il record del giro più veloce di sempre in F1 (264,681 km/h di velocità media!).

Verstappen, Norris e Piastri dopo le qualifiche – Crediti: Alberto Naska, YouTube

Una gara noiosa

Eccetto qualche sporadico episodio, come ad esempio l’inizio con un acceso confronto per il primo posto tra Norris e Verstappen, la gara è stata fin troppo tranquilla, addirittura noiosa. Dopo il sorpasso, infatti, l’olandese si è distanziato lentamente dagli altri, arrivando a fine gara con un distacco di quasi 20 secondi.

Un altro episodio degno di nota è stato lo scambio di posizione tra le due McLaren. Durante il pit stop, difatti, Lando Norris ha perso più tempo ai box rispetto al suo compagno di squadra, Oscar Piastri. A causa di questo ritardo, il team ha preso la decisione di invertire le due vetture in pista per rendere la situazione più equa (o “giusta”) nei confronti di Norris.

La gara si è conclusa con Verstappen vittorioso, seguito da Norris e Piastri.

Il podio – Crediti: F1

Autore

Lascia un commento