Logo NBA – Crediti: NBA

Il 22 ottobre si è chiuso ufficialmente il mercato NBA, quel periodo frenetico in cui le 30 squadre della lega possono rivoluzionare le proprie formazioni. Durante questa finestra di mercato, i general manager hanno la possibilità di negoziare con i giocatori senza contratto (i cosiddetti “Free Agent”), selezionare giovani talenti al Draft e concludere scambi con altre franchigie.

In questo articolo analizziamo le dieci operazioni più importanti della off-season, quelle che potrebbero cambiare gli equilibri della prossima stagione.

1. Houston Rockets

Kevin Durant con la sua nuova squadra in preseason – Crediti: NBA

Eliminati ai playoff contro i Golden State Warriors (che partivano sfavoriti), gli Houston Rockets hanno deciso di puntare tutto sulla prossima stagione. La mossa più clamorosa? Il primo scambio a sette squadre della storia della NBA, che ha portato in Texas nientemeno che Kevin Durant.

Per averlo, i Rockets hanno sacrificato Jalen Green, giovane guardia tiratrice da 20 punti di media a partita. Si tratta di una scommessa rischiosa: con Green la squadra avrebbe potuto programmare una crescita graduale puntando sul lungo periodo, mentre con Durant – che si avvicina ai 38 anni – la finestra per vincere il titolo è molto più stretta.

A completare il mercato texano arrivano anche il centro Clint Capela e l’ala Dorian Finney-Smith, giocatore specializzato in difesa e tiro da tre punti, che garantiscono maggiore solidità alla rosa.

2. Los Angeles Lakers

Luka Doncic e LeBron James – Crediti: NBA

Dopo aver acquisito Luka Dončić con uno scambio (che il 3 agosto ha firmato un’estensione contrattuale da 165 milioni di dollari per tre anni), i Lakers avevano bisogno di rinforzare due aree critiche: un centro dominante sotto canestro e una difesa più solida.

La risposta è arrivata con DeAndre Ayton, centro scelto come prima scelta assoluta al Draft 2018, e Marcus Smart, guardia che nel 2022 ha vinto il premio di miglior difensore della lega. Due innesti di esperienza e qualità.

Sul fronte veterani, LeBron James ha esercitato la player option da 52,6 milioni di dollari per la stagione 2025-26, diventando così l’atleta più longevo nella storia NBA con 23 stagioni all’attivo. Come suo cambio arriva Jake LaRavia, giovane ala dal grande potenziale ancora tutto da esprimere, firmato con un contratto di un anno.

3. Boston Celtics

Kristaps Porzingis ai Celtics – Crediti: NBA

Era inevitabile che i campioni in carica dovessero rivoluzionare la squadra. Il motivo? Evitare il temuto “secondo Apron“, la soglia salariale più alta prevista dalla NBA che, se superata, impone alle franchigie pesanti restrizioni sulle operazioni di mercato, limitando drasticamente ogni manovra futura.

La prima conseguenza è stata la partenza di Kristaps Porziņģis andato ad Atlanta e l’arrivo a Boston di Georges Niang (immediatamente tagliato dalla squadra). Seconda operazione: Jrue Holiday ceduto a Portland in cambio del giovane talento Anfernee Simons.

Il risultato? Molti protagonisti del titolo 2024 hanno lasciato Boston. E con il grave infortunio al tendine d’Achille di Jayson Tatum, la difesa del titolo si preannuncia decisamente in salita per i Celtics.

4. Portland Trail Blazers

Damian Lillard con la dirigenza Blazers – Crediti: NBA

Damian Lillard torna a casa. Conclusa infatti l’esperienza deludente a Milwaukee e dopo un grave infortunio che gli farà saltare gran parte (se non tutta) la stagione 2025-26, la leggendaria guardia ha firmato un contratto triennale da 41,6 milioni di dollari con i Trail Blazers, squadra in cui ha militato dal 2012 al 2023.

Si tratta di una mossa dal forte valore emotivo più che tecnico: Portland è infatti in piena ricostruzione, come dimostrato dallo scambio di Anfernee Simons ai Celtics in cambio del veterano Jrue Holiday. La squadra guarda al futuro puntando sul rookie cinese Yang Hansen, selezionato con la 16ª scelta al Draft di quest’anno, mentre saluta DeAndre Ayton, liberato tramite buyout (un accordo che scioglie il contratto prima della sua naturale scadenza).

5. Golden State Warriors

Jonathan Kuminga con i Warriors – Crediti: NBA

Dopo trattative complesse, Jonathan Kuminga ha firmato un’estensione biennale da 46 milioni con i Warriors. L’ala, inizialmente delusa dal ruolo di riserva nei Playoff e desiderosa di uno status da All-Star con un contratto da 30 milioni l’anno, dopo aver declinato varie offerte, è stata convinta da Curry, Butler e Green a restare. Tuttavia, la dirigenza potrebbe scambiarlo entro la trade deadline di febbraio. Golden State ha inoltre firmato il centro veterano Al Horford, 39 anni, campione NBA 2024 con i Celtics, per rinforzare il reparto difensivo sotto canestro, e il fratello di Steph, Seth Curry, come guardia a partire dalla panchina.

6. New Orleans Pelicans

Jordan Poole (n. 13) nel 2024 con i Washington Wizards – Crediti: NBA

Sono passati sei anni da quando, nel 2019, i Pelicans scelsero Zion Williamson come prima scelta assoluta al Draft. Le aspettative erano altissime, ma la carriera del giovane talento è stata continuamente frenata dagli infortuni, e la squadra non è mai riuscita a superare il primo turno dei playoff.

Per la prossima stagione, New Orleans ci riprova puntando ancora su Zion (sperando rimanga finalmente in salute) e aggiungendo rinforzi di qualità. Il più importante è Jordan Poole, guardia arrivata da Washington in uno scambio che ha visto CJ McCollum trasferirsi agli Wizards. Poole porta versatilità offensiva e un ottimo tiro da tre punti, caratteristiche perfette per affiancare Williamson.

A completare il mercato arriva Kevon Looney, centro storico dei Golden State Warriors dal 2015, che garantirà solidità e profondità al roster.

7. Los Angeles Clippers

Chris Paul in una conferenza stampa – Crediti: NBA

Il ritorno di Chris Paul ai Clippers è carico di nostalgia. Sono passati sei anni da quando il giocatore lasciò la squadra che, insieme a lui e al duo di schiacciatori DeAndre Jordan e Blake Griffin, era uscita da decenni di mediocrità guadagnandosi il soprannome di “Lob City”.

Ora, a 40 anni, Paul affronterà la sua ventunesima e ultima stagione come veterano di lusso dalla panchina, in una squadra costruita per puntare subito al titolo. Dopo lo scambio di Dwight Powell con il centro John Collins proveniente dagli Utah Jazz, i Clippers hanno aggiunto Bradley Beal (firmato per due anni a 11 milioni dopo il buyout con i Phoenix Suns) e Brook Lopez, eccellente centro difensivo.

Il caso Kawhi Leonard – Nel pieno dell’offseason, la NBA ha aperto un’inchiesta sui Clippers e su Kawhi Leonard, a seguito delle rivelazioni del giornalista Pablo Torre. Secondo quanto emerso, Leonard avrebbe firmato un importante contratto di sponsorizzazione con un’azienda legata al proprietario della franchigia, Steve Ballmer, valido solo in caso di permanenza ai Clippers. Un’operazione che solleva sospetti di possibile aggiramento del tetto salariale imposto dalla lega.

8. Denver Nuggets

Nikola Jokic – Crediti: NBA

Dopo il titolo vinto nel 2023, i Nuggets non sono più riusciti a tornare in finale. La squadra costruita attorno a Nikola Jokic, tre volte MVP e leader indiscusso, ha cominciato a sfaldarsi: il coach Michael Malone, alla guida dal 2015, è stato esonerato, diversi giocatori chiave hanno lasciato Denver e le aspettative per il futuro continuavano a calare. Tanto che lo stesso Jokic ha deciso di non firmare un’estensione contrattuale con la franchigia.

Di fronte a questa crisi, la dirigenza ha reagito con una serie di mosse di mercato. Michael Porter Jr., ala realizzatrice, è stato ceduto per fare spazio a Cameron Johnson, arrivato dai Brooklyn Nets. Come vice di Jokic arriva il veterano lituano Jonas Valančiūnas, mentre il potenziale offensivo viene rafforzato dall’arrivo di Tim Hardaway Jr., firmato con un contratto di un anno.

9. Sacramento Kings

Russell Westbrook nel 2024 con i Clippers – Crediti: NBA

Nella scorsa stagione i Kings si sono mossi molto sul mercato, ma senza una direzione chiara. Dopo aver raggiunto i playoff con il duo Domantas Sabonis e il giovane playmaker De’Aaron Fox, sembrava che la franchigia volesse puntare su questa coppia per il futuro. Invece, a sorpresa, proprio Fox è stato ceduto agli Spurs in uno scambio a tre squadre che ha portato a Sacramento Zach LaVine dai Bulls, riunendolo con l’ex compagno DeMar DeRozan.

Una mossa discutibile: Sacramento ha semplicemente invecchiato la rosa, riducendo le possibilità di successo nel lungo periodo. La partenza di Fox ha creato poi un vuoto nel ruolo di regista, colmato in free agency con Dennis Schröder, fresco campione del mondo con la Germania. A quattro giorni dalla chiusura del mercato, è arrivato anche Russell Westbrook, MVP nel 2017, con un contratto non garantito di un anno.

10. Milwakee Bucks

Myles Turner in conferenza stampa con la maglia di Milwakee – Crediti: NBA

Eliminatti al primo turno dei playoff dai Pacers e a seguito del grave infortunio di Damian Lillard, la dirigenza dei Bucks ha capito di dover agire rapidamente per convincere la propria stella, Giannis Antetokounmpo, a rimanere a Milwaukee.

La prima mossa è stata tagliare Lillard, che salterà gran parte della prossima stagione per il recupero dall’infortunio. Al suo posto è arrivato Myles Turner, centro titolare proprio di quei Pacers che avevano eliminato Milwaukee. Turner, con i suoi 211 cm di altezza, migliora significativamente la squadra in difesa e a rimbalzo. Completano il mercato il playmaker Cole Anthony e la guardia Gary Harris, specialista di difesa e tiro da tre punti.

In uscita c’è invece Brook Lopez, centro che nel 2021 aveva vinto il titolo proprio al fianco di Giannis. Infine, Milwaukee ha firmato anche i due fratelli della stella greca: Thanasis e Alex Antetokounmpo.

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