Sandro Pertini è stato il 7° Presidente della Repubblica Italiana. Famoso per il suo modo di parlare semplice, lontano da quello estremamente formale usato dalla maggior parte dei suoi colleghi, si guadagnò l’appellativo di “nonno d’Italia” per via della sua naturale vicinanza alla gente comune.

La nascita e la gioventù
Alessandro Pertini nasce nel comune di Stella, in provincia di Savona, nel 1896, da una famiglia benestante. Sin dagli anni del liceo si avvicina ai movimenti operai e socialisti liguri, incoraggiato da uno dei suoi professori. Nel 1915, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, fu chiamato alle armi. Ciò era in forte conflitto con la sua ideologia pacifista, ma fu comunque mandato al fronte come sottotenente. Dopo la guerra si iscrive al Partito Socialista Italiano e, successivamente, ottiene due lauree: una in giurisprudenza nel 1923 e una in scienze politiche l’anno dopo.
Il periodo fascista
La sua entrata nella scena politica coincise con l’ascesa del fascismo in Italia, al quale il futuro Presidente si oppose fermamente sin da subito. Per le sue posizioni antifasciste venne più volte picchiato dagli squadristi e il suo studio legale fu distrutto. Dopo un primo breve arresto e la promulgazione delle “Leggi Fascistissime”, Pertini fu dichiarato elemento ostile; per sfuggire a una pesante condanna, fuggì in Francia nel 1926. Qui, non avendo accesso alle rendite che possedeva in Italia, dovette svolgere vari lavori manuali per vivere, maturando una profonda sintonia con il movimento operaio. Rientrò in Italia nel 1929 per aiutare a organizzare i gruppi antifascisti, ma fu riconosciuto e arrestato. Condannato a più di 10 anni di prigione, venne spostato più volte durante la sua detenzione. Famoso è l’episodio in cui la madre, preoccupata per le sue condizioni di salute, scrisse una lettera alle autorità per richiederne la grazia, ma Pertini la rifiutò duramente, poiché non voleva scendere a patti con il regime per alcun motivo. Nel 1943, dopo la caduta di Mussolini, venne liberato e si unì alla lotta partigiana per la liberazione del Paese.
Il dopoguerra
La carriera politica del futuro Presidente continuò intensamente anche nel secondo dopoguerra. Fu dapprima eletto membro dell’Assemblea Costituente e, nel 1948, divenne Senatore. Oltre alla politica si dedicò al giornalismo, principalmente come direttore dell’ “Avanti!”. Dal 1953 al 1976 fu Deputato e, dal 1968, Presidente della Camera. Uno degli avvenimenti più importanti accaduti mentre ricopriva quest’ultima carica fu il suo rifiuto di firmare un decreto per aumentare lo stipendio dei parlamentari. In merito a quell’episodio dichiarò: “Io deploro l’iniziativa. Ma ho subito aggiunto che, entro un’ora, potevano eleggere un altro Presidente della Camera. Siete seicentoquaranta. Ne trovate subito seicentocinquanta che accettano di venire al mio posto. Ma io, con queste mani, non firmo.”
La presidenza
Nel 1978, Sandro Pertini venne eletto Presidente della Repubblica con 832 voti su 995: è stato il primo e finora unico esponente socialista ad aver occupato tale carica. Durante il suo mandato introdusse la tradizione del bacio alla bandiera, gesto che sarà poi ripetuto dai suoi successori. La sua presidenza fu caratterizzata da un approccio dinamico, con interventi diretti e talvolta duri, come quando criticò pubblicamente la lentezza dei soccorsi in Irpinia dopo il terremoto del 1980. Con la sua guida, la Presidenza assunse un ruolo centrale nella vita politica italiana, pur restando una figura di garanzia.
Per la sua storia personale fu soprannominato il “Presidente Partigiano”. Celebre è inoltre l’episodio in cui, dopo la vittoria dell’Italia ai mondiali di Spagna del 1982, fu fotografato mentre giocava a carte con alcuni membri della nazionale sul volo di ritorno. Il suo pensiero può essere riassunto con una frase da lui pronunciata durante un’intervista: “Non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà”.
Il suo mandato terminò nel 1985, anno in cui fu nominato Senatore a vita. Si è spento nel 1990.

