Durante la storia dell’uomo, la percentuale di danni ad infrastrutture e civili è aumentato esponenzialmente. Infatti, se in passato si poteva sostenere che le guerre fossero combattute dai soldati poiché, a parità di soldati deceduti, il numero di civili morti era notevolmente minore, al giorno d’oggi la situazione è drasticamente cambiata a causa dell’aumentato coinvolgimento della popolazione civile.

Oltre il fronte: la tecnologia che trasforma i civili in obiettivi

Esistono molteplici tecnologie che col passare degli anni le varie nazioni hanno sviluppato per ampliare le loro capacità militari. Tra queste sono presenti i droni,  che sono una delle tecnologie di cui sentiamo più parlare. Il massiccio utilizzo di questi, sia per il basso costo economico che per la grande versatilità, li ha resi i protagonisti dei più svariati fronti di guerra proprio per la loro capacità di effettuare delle operazioni militari senza un pilota. Tuttavia, nei conflitti recenti il loro uso è sempre più collegato agli attacchi alle infrastrutture civili, come scuole e ospedali, oltre che ad aree residenziali.

Attacchi alla sanità

Nell’ultimo periodo si è visto un aumento preoccupante degli attacchi verso le strutture ospedaliere e i medici da parte di gruppi legati allo stato (esercito, milizie ecc…).

Secondo “Medici Senza Frontiere” nel 2024 sono stati documentati 3623 incidenti che hanno riguardato vari ambiti legati alla sanità con un aumento del 15% rispetto al 2023 e del 62% rispetto al 2022, mentre nel 2025 sono stati segnalati un totale di 1.348 attacchi contro strutture mediche, che hanno provocato la morte di oltre 1.981 persone. Le nazioni unite parlano di oltre1010 operatori umanitari uccisi solo negli ultimi tre anni, segnando questo periodo come il più mortale per gli operatori socio-sanitari. Questi attacchi impediscono alla popolazione locale di avere un luogo dove curarsi aumentando di conseguenza il numero di malati e feriti tra la popolazione civile, soprattutto nei bambini vista l’inesistenza di strutture dove vaccinarsi.

Effetti

In un periodo in cui i centri urbani sono sempre più protagonisti dei conflitti questi sono anche i più danneggiati; la grande densità di servizi e popolazione rendono gli attacchi in questi luoghi tra i più esposti alle conseguenze dirette, ovvero le morti e la distruzione di infrastrutture. Ma oltre a questi danni, la guerra lascia ferite invisibili; infatti sono centinaia di migliaia se non milioni i cittadini che vengono segnati da traumi a causa della guerra, il cosiddetto PTSD. Nel corso del conflitto russo-ucraino per esempio la percentuale tra gli sfollati ammontava al 65%  mentre raggiunge il 70% nella popolazione adulta a Gaza.

Un ulteriore effetto degli attacchi nelle zone abitate è lo spostamento massiccio delle persone che scappano dalla guerra o che cercano un’abitazione alternativa dopo che la loro è stata distrutta. Queste persone si ritrovano inevitabilmente in una situazione di disagio, in quanto spesso le nazioni confinanti o la nazione stessa non sono pronte a sostenere questo impegno logistico portando così alla creazione di campi profughi in cui l’accesso all’istruzione, alla sanità e a una vita dignitosa sono obsolete, portando così a un aumento delle malattie infettive, delle dipendenze e una mancata scolarizzazione e supporto psicologico dei bambini.

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