
Trasformare la sospensione scolastica da “punizione isolante” a un’occasione unica di crescita civica e personale per gli studenti. Questo l’obiettivo della collaborazione innovativa, iniziata nel gennaio scorso, tra l’Istituto Einaudi Scarpa di Montebelluna e la Cooperativa Vita e Lavoro.
L’Idea “rivoluzionaria”. Dalla sospensione all’apprendimento attivo
Spesso, la sospensione è vista solo come un periodo di isolamento. Ma questa iniziativa la rovescia completamente. Non si tratta solo di “occupare” il tempo dei ragazzi, ma di offrire agli allievi un’esperienza formativa unica, visto che hanno l’opportunità di confrontarsi con realtà diverse, sviluppare competenze trasversali e imparare a riflettere sul proprio comportamento. Un vero e proprio passo avanti verso una scuola più aperta e inclusiva, capace di trasformare anche i momenti difficili in preziose opportunità di crescita umana e sociale.
“Vita e Lavoro – ci dicono i responsabili della cooperativa – crede fortemente nella “Teoria della Generatività” di Erik Erikson che sottolinea l’importanza per gli adulti di trasmettere valori, conoscenze e pratiche di cura alle nuove generazioni. E noi, come una piccola ma speciale comunità, ci prendiamo cura e cerchiamo di educare. Questa iniziativa, quindi, incarna perfettamente il principio di sostenere i giovani, trasmettendo loro non solo competenze, ma anche valori di solidarietà, rispetto e responsabilità collettiva”.


Nel concreto, il progetto offre agli studenti sospesi la possibilità di trascorrere le loro giornate all’interno dei servizi della Cooperativa Vita e Lavoro, come i centri diurni o la comunità alloggio. Questo trasforma un momento di difficoltà in un’esperienza di apprendimento significativa.
Un incontro che arricchisce tutti
“Da quando è stata stipulata la convenzione, abbiamo accolto ben 21 studenti – sottolineano gli operatori di Vita e Lavoro – un numero che dimostra quanto crediamo nelle potenzialità di questo progetto, riconoscendone il valore non solo per chi ospitiamo, ma anche per le nostre realtà. Infatti abbiamo toccato con mano quanto l’incontro con questi giovani abbia arricchito i nostri servizi. Sono arrivate nuove energie, idee e stimoli. Abbiamo acquisito diverse visioni, incontrato molteplici culture e soprattutto conosciuto tante persone, ognuna con la propria storia, portatrici di unicità e doni preziosi. La presenza dei ragazzi ha favorito per i nostri gruppi di lavoro e per le persone con disabilità occasioni uniche di scambio intergenerazionale e nuove modalità relazionali. I giovani si sono messi in gioco, collaborando con gli operatori per supportare le persone con disabilità nelle attività quotidiane: dalla cura dell’ambiente domestico alle attività occupazionali, dalle uscite alle attività inclusive sul territorio. Molti di loro, poi, hanno messo a disposizione le proprie competenze specifiche, anche legate al loro percorso di studi, per aiutarci a realizzare alcune progettualità”.
Giovani ambasciatori di inclusione
Questo progetto si presenta dunque come un’opportunità straordinaria per trasformare i giovani studenti in ambasciatori di un messaggio di inclusione, contribuendo a diffondere una maggiore consapevolezza sulle tematiche della disabilità all’interno delle loro scuole e delle loro famiglie, creando un circolo virtuoso di sensibilizzazione. Questa progettualità può essere inoltre il punto di partenza per sviluppare nuove idee o per far evolvere l’iniziativa stessa, sempre in un’ottica di lavorare assieme con lo scopo di migliorare il benessere della nostra comunità.
“Un ringraziamento speciale va quindi all’Istituto Einaudi Scarpa – mettono in evidenza i responsabili della Cooperativa Vita e Lavoro – per averci coinvolto in questa progettualità innovativa e per lo scambio continuo, che sta permettendo di costruire un vero e proprio ponte tra noi e la scuola”.

