Crediti per la foto di copertina: Red Bull Ring

Il tracciato

Crediti: F1

Il Red Bull Ring: un circuito breve e ricco di sfide

Il Red Bull Ring di Spielberg, relativamente vicino a noi, è un circuito con una combinazione di curve lente, medie e veloci, cosa che non si vedeva da Barcellona. Questa caratteristica del tacciato austriaco aveva sollevato dubbi sulla McLaren, data la sua evidente superiorità nell’uso delle ali flessibili. Ma i dubbi sono stati spazzati via.

Il percorso di gara, uno dei più corti della stagione con sole dieci curve e ben tre zone DRS consecutive, è noto per favorire i sorpassi e rendere difficili i distacchi, specialmente in qualifica. A complicare le cose, ci sono l’altitudine, le alte temperature e l’asfalto abrasivo che rendono il raffreddamento di gomme e vettura una vera sfida.

Quest’anno abbiamo visto anche diverse novità: la Red Bull ha portato aggiornamenti per migliorare la gestione delle gomme, mentre la Ferrari ha introdotto un nuovo fondo per correggere alcuni problemi della SF25. Sebbene non fosse l’aggiornamento “miracoloso” per la sospensione posteriore, ha comunque portato a leggeri miglioramenti.

Altri rookie nelle prove libere

In FP1, Norris (McLaren) e Leclerc (Ferrari) sono stati sostituiti rispettivamente dai rookies (principianti) Dunne e Beganovic, per rispettare le normative FIA.
Sempre nella prima sessione, Alonso (Aston Martin) è stato “protagonista” di un testacoda, mentre molti altri piloti hanno avuto il bloccaggio delle gomme.

Russel ha dominato le FP1, mentre Norris le rimanenti FP2 e FP3.
Solida prestazione da parte di Lawson (Racing Bulls) che sembra aver trovato finalmente la confidenza necessaria con la macchina. Bortoleto (Sauber-Audi), così come per Bortoleto (Sauber-Audi).

Infine le FP3, in particolare, sono state ricche di testacoda, sovrasterzi e bloccaggi per diversi piloti.

Crediti: F1, Instagram

Norris stacca tutti in qualifica

Le qualifiche hanno continuato a essere sfortunate per Sainz (Williams), eliminato in Q1 con un 19° posto. La Q2 ha mostrato la crescente competitività delle squadre di “centrocampo”: fuori l’altra Williams di Albon e la Racing Bulls di Hadjar, mentre sono passati il compagno Lawson, Gasly (Alpine) e Bortoleto.

La Q3 è stata un trionfo per Norris, che ha dominato la sessione chiudendo con oltre mezzo secondo di vantaggio, forse anche grazie a una bandiera gialla.

Crediti: F1, Instagram

In gara “guerra civile” tra le McLaren

La partenza è stata posticipata a causa di un problema al cambio sulla Williams di Sainz, che si è poi ritirata prima del via per un incendio ai freni. Al rientro, Antonelli ha commesso un errore in frenata, finendo su Verstappen e costringendo entrambi al ritiro.

La gara è stata principalmente animata da un’avvincente “guerra civile” tra le due McLaren: Piastri all’inseguimento di Norris. Quest’ultimo è riuscito a mantenere la posizione e persino a uscire dalla zona DRS del compagno. Le interazioni tra i due sono state rischiose, con un momento particolare in cui:

Piastri blocca le ruote e rischia la collisione con Norris – Crediti: SkySport F1, Youtube

Piastri ha tentato nuovamente l’assalto dopo il secondo pit stop. Nonostante le gomme più fresche, non è riuscito a rientrare in zona DRS di Norris. La gara si è quindi conclusa con la vittoria di Lando Norris, seguito da Oscar Piastri, a sigillare una doppietta McLaren, e infine da Charles Leclerc.

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